Page 135 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     «Iato? Se in coH profpcri principi) tentando. Se operando
     con pronaremoadelTo quella fortuna, quale itandu à fe-
     dere, e non combattendo prouatnmo contraria in Ro-
     magna, & in terra di Lauoio? Quali ch’i principi) delle
     guerre non lìano di grandillìma importanza negli altri
     iuccclTl, c quelle cole le quali tu arditamente barai cu-
     niinciato, fc valorofamcnte non continui à traile al bue,
     non habbiano vicuperofa, Se infelice riufcita ì la fortuna
     ò Confaluo fauorirà gli animoll, la quale inlino à qui ha
     tenuto con Franceli, pofeia ch’ella dà fauorc à principi)
     nollri, e fe noi con vergognolà dimora non abbandonia-
     mo lei, ella mai abbandonata coloro,  i quali volontaiia-
     mentc chiama alla V-ittoria. V eggiamo vna volta Fran-
                            i
     celi in volro,  i quali la fama lola,c quella certamente va-
     na, ha fatto terribili: e valorofamcnte aliVontandolì, fac-
     ciamo prona delle iiodre. Se altrui forze  . Noi liamo fu-
     periori di fanteria, c di caualleria , e d'alfettione d’huo-
     mini , e finalmente anchora di fauore di fortuna  , e non
     farà chi dubitare della virtù noùra . Per ciò che chi laià
     di voi, che fc s'harà da combattere di corpo à corpo, tut-
     to lieto non affronti il fuo nemico , ò Francefe ò Tede-
     feo, e fubito valorofimente non l’u ccida ? Io certamente
     il primo che vedrò rifguardeuole d'arme in battaglia fa-
     rò il primo inanzi à gli altri, ch’animofàmente andrò ad
     inueAirlo con la lancia, c con felice ardire darò elfempio
     à voi altri,che col medefìmo ardore entrando dcntro,con
     animi vguali riportiate prefla vittoria de’ nemici vbbria-
     chi. Erano in confcglio molti huomini illuflri, quali s’ac-
     quiflarono dopo grandilTimo honore in guerra, A ndrea
     Altauilla, della nobiiilTima fameglia Capoana,Doii Vgo
     di Cardona, Teodoro Triuulci, oltre di quelli, de’ Spa-
     gnuoli Emanoello Benauider, Pietro di Paz, Alucrado,
     c Pennalofa, i quali defidcrando grandemente d i venire
     à battaglia, pre^auano Confaluo che non fi volelfe diflì-
     dare della virtù de’ foldati  , e promcitendo d'adoprarft
     valorofamente confortauano Ferrando, che di lubitofa-
     CcfTc vfeire Piofegne fuoà delle potte, quali fecondo U'
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                          volontà
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