Page 28 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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f     ,
                    L  I  B R O
             giónta à Sicilia;.mi ppi^terceniococioppoamendui lue-
             giù furono diuiU. ìc parole d'Elcno m Vcrgilio fono in
             «quella forma
                    .                  ^
               ^ubi digrejJumSUuLeteadmoueritorx
                                      "
             i  yentus,&ang uSìi rarefeent cUuftra Velori :
                                     ,
                                       ^
             '  LeuntibiteUnSt^longeUmpetantur
                                       ^
              . ^equora circuitu,dextrumfuge UUHSt^ vndas.
             (
             .>v  lifebea vi quondamt& rafia cottuulfa ruitéat
                                       ^
             ^  (Tantum fui longinqua valet mutare vetuSìo4^
                DiffUuijUèfcrufttieumpìOtinMavtraquetelfus
                Vna foret\ venit medio vi pontuSy& vndis ,
          3T;
                ìJefperium Sieulo latMsabfeidit,aruaque,& vrber
                Littore deduflaa angujio interluit afiu.
              Dotte V crgilio deferiue la diuilionc di Calabria, e Sici-
             lia , fatta per terremoto  : e dice ch'il nome di Calabria
             era anticamente Erpetia ; come appieno farà dichiarato
             nel feguente capitolo . Veggendopofeia gli Afehenazi
             fi fatta rottura , che già di lei  f?i (parfo roraore  , quali
             in tutto il mondo ; chiamarono la loro Città in lingua
             greca Righi, che vuol dire rottura, cioè, Città ftbricata
             in quella p,arte del mondo, doueper terremoto lì cagio-
             nò tal rottura, che l’vno Mare li congionfe all’altro. N6
             dcuo anco tacere quel che dice Ouidioncl quintodcci-
             mo dclli Mctamotfoh , in comprobationedeU’vnione , c
             diuillonetra Calabria, e Sicilia,doue egli à quella gui-
             fa canta.
                Tiunefìreta circumeunt,Zanchle quoquetund a fuijie
             ^
                Dicitur Italifydoneeeonfinìa pontus
                %Abiìulit,& media teìluremreùpulit vnda.
               llchedoppo elegantemente ni cantato da Giouanne
             iVndrca dall’AnguiIlara , in quello modo.
                Con terraferma Leuca eraeongionta.
                                       ‘
                Bori'ogni tomo il mar la cinge e bagna  ^
                                  '  -  ^  *
                cMeJJtna fbe fi vede efier disgiunta  I'
                Dalla feconda Italica campagruty
                                   fi  1,,.'
                ynita foleuaejfere alla punta
                pi l{Pggio,^
             _        ^ il^c^ lafcompaffutt
                                     Ha
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