Page 24 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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txòTì era alcun Rè inanzì /Vntiftcnc che portalT<rcofonà7
Cofrtineiò' doppo Ancincftocon molta lapicnzagoucr-
hare il popolo Afehenazu, e Greco, cherifcrirceEracli-
dc, hauerc inhituito quello mille capitani al gouerno di
Iw ò Piccègt
iì grande republica.M^tftwi'iSt '
mille ducum erat FjjegiiiHs populue. fortclìcò doppò la Oc
tà Antincdocon torri,e cadelli, tanto dalla partedè mó
ti, quanto dalla parte del Mare,circondandoIa di fortif
(ime mura,come lì cóucniuaad vna Città maritima,pec
poterli difendere dagli alfalti de corfari. £ per eh' i Gre
ci di Calcidia pratticauano tra il popolo Afchcnazo,in
poco tempo li lafciò la lingua natiua afchcnazìcaje tutti
Orìgine itìU Vm commiinamente parlarono in lingua greca;e quindi heb
gnu green im Cn be Origine l'Iddioma del parlar Greco in Calabria, que
Inkrtn.
fta venuta dei Greci in Calabria non ferine il Barrio,
mentre dice nel primo fuo libro , non haucre ritrouato
più antica venuta di Greci in Calabria, di quella, di Pcu
V centio,e d'Enotro,deIla quale noi raggionaremo appref
Co. mà in ciò deue elfcr ilcufato il Barrio, per haucrgli
Strnitne. mancato la prealegata Icrittura. Però quando dice Sera-
bone che la Città Reggio è Hata edilicara dalli Calcidie
fi,fadi minierò intenderli al lòura detto modo, e quelli
Calcidieli Afehenazi edificarono doppo in Calabria mol
te Città,ben che piccole,e fpelTc, fecondo il collume de
gli antichi,& in particolare nelli paefi conuicinià Reg-
gio. Per il che diciamo che malamente alcuni Icrittori
calunniano l’antica fondatione di Reggio , con dire che
non lia Hata d’Afeanez : per che S. Girolamo Dottore
S.Chrtlnme.
dpgrandislima fede, nelle quellioni hebraiche,chefa Ibu
ra U-^enelì,dice eh’ Afchena è quella Città d'Italia,qua
Chfiff». le da Greci è chiamata Reggio. £ Giofelfo fcrittore He
breo,molto più antico di S.GiroIamo, dice nel primo li-
bro dell’antichità di Giudei , ch’Afcanez ha inllituito
i popoli Afchenazi,quali da Greci Ibno chiamati popo-
li reggini à quelli allegati fcritcori , nelàperà , ne potrà
opporli il mioeiTiolo, il quale s’ingegna mordere le mie
Cciiiuitc di mendacio } ne altto de Tuoi pari , priui di
tanta

