Page 293 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                    L  I  B R O
             S.Giouanne Abbace,monaco del medefimo ordini, lieti)
             corpo in quella (lelTa Chiefa fi ripofa Quello è quello
                               .
             Santo, del quale ne ragionauamo nel primo libro, tanto
             amico al Beato Nilo, che rifielTo l’honoraua à pare d'un
             altro Giouan Battilla, e ben TpclTo baciaua la terra per
             doue colui caminaua. fi folecelcbrare la Idliuitàdfque-
             Ao Santo alli dui di Marzo. Si crede anchora ch’in que>
             Aa Chiefa fiano fepolti i corpi di S Bartolomeo da Rofi>
             fano,c di S.Nicolao monaci dell'iAcHb ordine. Sono nel
                                       '
      Cdfélli d! Siiti •  territorio di Stilo molti Cafali.cìoè, Pazzano, Cameno,
             Stegnano,Rcace, c Guarda valle. Ma quello vltimoca-
      CuiUelmo Sirit’  fale ènobile,pcrch’m elTo fu natiuo cittadino Guillelmo
      ti Cdrdtndte,  Sirlero, ilquaie con le Tue virtù molto nobilitò la Ina ca«
             fata . imperò ch’cirendo egli huomo dottillìmo nelle let-
             tere Latine, Greche, & Ebraiche, c nella fcrittura facra
             vcrfatilllmo , dal Sommo Pontefice Pio Qinrto c Aato'
      MdreeRi Strlefi honoratocon l'habito del Cardinalato. loconofco Mar-
      Vefndt di Sfai  cello Sirleto Tuo nipote,Vefcouo di Squillare,huomo dì
      Idte,
             moltafantità,accompagnata con molta feienza nelle let-
      Timdfi Shtfit,
             tere Latine,e Greche^ ilquaie cambiò quello lecolo eoa
      Vtfciuo di Sqùi
            ralrro,uciranno del Signore millecinquecento nouanta
      luce  , Hdtg IH
      CmdrddydUe,  tre,lafciando molto buono odore di Inntità in quella cit-
             tà, Se in tutto il connicino pacre,'ncl.qual’era conofeiu-
             to. Pazzano anchora è d^no di mcmori.>,perchene* Tuoi
             conuicini luoghi lì ritrouano le mincrc dell’oro, dell’ar-
             gcnto, e del ferro, c lì ritroua anch'ora vna terra, dalla
             quale lì fa il colore ceruleo. Lafciandoil caAcllo predet-
             to incontramo il fiume Stilaro,òc Alfa, tra i.quali Aa fi-
             tuato vn caAcllo, detto MoncAcrace, doue per la pic-
      IStHtfttrdct
            cola quantità dei luogo, non hocofa particolarcda no-
            tare. Aa  egli lontano dal mare per ilpacio quali d’un
             miglio, &,ipprciro lui veggemo vn altra habitatione,
             detta Pacanicà , laquale tiene queAo nome dal fiume
      PéUduicd.
             Pac.'rniio, che gli chfcorre à canto. Aa in luogo alto,
      \  '  .  I  e neltìio teirirorio lì fa la t'dama, ilbambaggio, & al-
             tre cole neceliaiic alla vita humana. fi ritroua anchora
      i\t »  '
            in qucAi luoghi la pietra ematite lodatillima.
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