Page 296 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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nfcl regolato viuere le dette Republice. Anzi per ordine
dclli medcfiiwi Achei (acciò Iccole d’ogni.Rcpublicaca-
minalTcro eoa giu ditta, dcolTcruanZa di legge) lì congrc*
arono con volontà buona, cpenficro molto fauio, 1 Si-
fariti, C rotondi, c Cauloniati, c di commune fpdà fa*-
bricarono vn tempio à Gioue Omenio, nel quale com- Temfh4i GÌ0^
tnunemente per conferuatioue delle Republichc Grc- ttf ÈmmemUl»
CmmUiOJ.
cIie,conuenilì'cro tutti primati, e fifacdrcroconfegli,elì
ragionafl'eai popolo quanto foire oecdTario per il goucr
no delle città. Ma per poco tempo durò quello modo di
goucrno perche Dionilìo Tiranno di Siracufa, fecondo
,
il Aio empio coftume , ch’era di mai far bene, ogni cofa
pofe in difturbo. ch’anco (come dice Tiicitide nel fetti-
mo libro) inuidiolb della grande amicitia ch’era tra Cau-
loniati, 6c A tendi, ha fatto bruciare. Altro le maremme
di Catilonia,grandillima moltitudine de legni,quali era-
no Itati congregati dalli Cauloniati, in fcruitio degli Atc
neA, acciò quelli potcìrerocommodamcnte fabricare na-
ui,dc altri marini vaUclii à loro neceflarij furono i Cau-
Joniati molto cortcA à diuerfe nationi , ch’anco per ba-
vere vfatocortcAa, e piacere à Dionifìo Tiranno di Sira-
cufajfurono da colui occupati,e tirannizati, che s’eglino
rd tempo che Dione per la commune ribellione dc’Si-
r-icufani difcacciòil tiranno da Siracufa, non gli haucA
fero dato ricetto nella loro città, non harebbono da lui
patito danni,& afHittioni,come di ciò A potrà ccttiAcarb
-Ogii’unoi legendo Diodoro nel Filippo . Fiori in quella Dkit*,
città Caulonia, vn huomo bellilllmo nelle (àttezze del
corpo, ma molto più valoroA> nelle forze per nome Crc- Crefi i* CmbU
fojiJquale tra le lue moltiAimc virtù , dfendo cacciatore nU.
famofo , hauendo nel tempo dell inuérno fegoitato vn
ceruo,e quello ferito da mortai faetta, per fuggire la mor
te, A lafciò correre dentro il Aume Sagra , mailcorag-
'giolbCrefo, credendo anco nel Aume non lafciarA fug-
gire dalle mani il ceruo,correo do anco egli A lafciò cor-
rere dentro il Aume,doue per la moltitudine, & impetp
«iciracquc A fouiracrfc. c perch’il detto Crdb era molto
amato
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