Page 297 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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amato nella Tua patria Caulonia, c ftato pianto con pa«
blico lamento, e d’allhora in oltre coftaroaiono i Caa*
loniati fcolpire nelle loro raooete.dairuoa parte Ctcfo»
Àténefe Àtuerfi
con vn ramo d'oliua in mano, e dall'altra parte vn cetoo
n*mt m CtwU^ con vn vafo,é tutto ciò làceiiauo per nonperdctcla me-
!*/•«.
moria di quedo loro nobile cittadino benché rolcaaooi
Cauloniati (dice Guidone nel terzo libro } negli anni
inanzi Crefo (lampare vn'altra forte di moneta, lagnale
dall'una parte haueua vn Aquila, col 6inciullu Ganime-
de foura l*ale,e con vna vitta d’oro fotto i piedi,e dall’al-
tra parte Gioue fedente (àura vna palla , con vn lampa
in mano . ma nella prima e feconda moneta, daua fcol-
pita quefta fetittura greca k«vKovik 7 . Paufania negli
Diane fiUfifì. Eliaci, dice che Bicone filofofo, difcepolo di Pittagora,
e ItitéUtre oUm. è dato cittadino di Caulonia, ilquale tra le moltimme
Pnnia, d4 Q*h,
fue virtù,queda hebbe ne’ fuoi tempi dngolare.cb'c (la-
lemf».
to lottatore, e corridore potenti(fimo, enelli giuochi pi-
tici, cioè, d’Apolline pitbio, è dato due volte correnda
vittoriofooelli giuochi I droicixVinfe tre volte nelli giuo-
chi Nemci, vinìe quattro< volte nelli giuochi Olimpici •.
vinfe vna volta cd'endo figliuolo, e due altre volteclTen-
do huomo fattoi, periiche meritò hauere neirOlimpia
tre datue lccondoilcommunecodume,cheper ogni vit-
Stétne di Diitrt. toria (i &ceua nell’Olimpia vna datua à chiunque nelli
giuochi Olimpici era vittoriofò. è dato tsgli. doppo eoa
nelttMtwe .
molta moneta pagato da Siracufan^ é laCciata la iua pa-
tria Caulonia arìdò ad habitarc in Siracufa città di Sici-
lia doue volle elfere fitto cittadino di quella. Ma in quo-
do non giudico elTcrc degno Bicone di riprenfìone al-
cuna, per cagione che fuolc edere la patria perlopiù
delle volte roadregna , e non madre à virtuoiì , e buoni
cittadini y come apertamente (ì vede, che mai virtuofoè.
dato hauuto tanto à fcherno , quanto nella propria pa-
tria. ilche fuolc nafeere forfè dalla mordace inuidia de*
maligni cittadini, onero perche gli difpiace vedere va
huomo di baffi conditioitc nato, clfcre da molte foc vir-
tù nobilitato, perche donque fcinptc c dato maligno co-
dumc

