Page 356 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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      anone,gti rcfUtuifcealmedelimobcne; perche'I fcrmons
      perruaìiLioa graffaticati Tana, e le cofe, leqoali per vitio
      della maiigniià in ellì nata^ dalla rnemoria Iboo v(cite>
      Della ftefl'a memoria inrerifee. £ dalla predetta perfua-
      /ione nafce,che lecofe quantunque nate liano dal male»
      zvondimenaagl’habitatori della terra  li produce alcuno
      bene » nel quale, qneli ebeper debolezza , e vitio della
      propria natura manca, la perlualtone tra gl'huomini com«
      pifee ; le cufe vfurpate rilarce} e lecofe feeme fa perfetn
      te . In qiietlo luogo dimoUra Stobeo nella Aia margine »
      ch'appreilb'l tello greco- mancalfe qualche moltitudine
      di parole, no-idinienolegae in quella maniera. Co& ve
      taè, checolui, ’lquale bara vna meditatione d’animo di
      uina,.e lacca  , perche di quella egli Aà pieno , farà anca
      fecondo d'ogiu bene , e fchiuarà ogni male . Anzi, ch’o*
      gli habbia dacH'ere giuAo, Adimollra, quando harà vna
      vniuctlàle communicaticme AiAribuita in  tutti gli fuoi
      fuJditi, ma la giullitia precede, e la communicationein
      ciK> partecipa, perche non può elTere, ch’vn huomogiU'*
      ilo vgiulmcnic non dillribuilca le cofe ; ouero non Aa
      pronto à cominunicarlì cogl'altri colui , che con equità
      diAribuifee ogni colà . Màcbi negarà colui elEere vero
      continente, che del Aio Aato A contenta 2 imperò che la
      AtpetHuitàè madre deirincontinenza »e rincontinenza
      madre della vergogna, dalla quale uafeono molti mali à
      gl’huomini  . pure la virtù, laquale là l'huomo conte(KO
      delle colè fue,riprende,& ingiuria la fuperHuità, e tutte
      l’altre cofe, leqiiaii lei feguono. E perche la virtù è qua
      A vna nobile Priucipellà, à tutte le cofe è' preAdente , 6c
      àniuna può eAère loggetta. Uche primieramente d prò*,
      priadi D:o,e doppo dello R.è,liquali non lonoioggetti à
       perlbna. alcuna, & eglino non potendo da altri eilcreco-.
       mandati, comandano à fe medeAmii onde dilfcroli Gre^
      ciqueAa parola, Hufcc^KVS  «1*  tttvSv
       Mà che queftccofc-non A poiArofarc fenxa prudenza è'
       chiaro; c che D>o Aa la vera prudenza e mani'eilo; ini«.
       j|)jctòxhc con bclIilAmq otdioe » c conuenieote conAmw
                             uoo*
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