Page 478 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     de chiarìllìma , menircldicono  *, M- Liuto » & il^»AcmiU*
     conff. clatfis Crjtcorum duce Clronìmo Laccdemonio ad Italici
     littora Tburìas qu^t vrbesjn SalentìH.s ctepittadMCtfm bur,c feo
     flem Confai^ Emilius tTajjMa pretto vno fugatum compulit m
     tuutes , Thuria qua reddita veteri cultori , Salentìno agro pax
     parata^ c^c. douc dice Litiìo , che IcCittàdcl paefe Tu-
     rino furono da Clconinio prcfe,mà per l’aiuto dclCon-
     (ble Emilio la Città Turiu non pati più altro , che l’af-
     fanno del p .(Tato aifedio*, la cagione pcrlaqual’è fiata la
     Città coli aiutata dalConfble Romano fiitchc ncgl’anni
     inanzi mentre ladcrta Città vinca con molta fclicità,dc-
     fiderandoi Torini hauere pace conj tutti , e vedendofì
     maltrattati dalli Brcttij , c Lucani, ricorfero per aiuto al
     popolo Romano, dal quale fu mandato Caio Fabriiio Co
     Iole, per la virtù del quale la Città c ilatadifefa; comedi
                                 Vtiltri»
     ciò rende apertiillma teflimonianza V alerio Mallìmo nel
                                 firn»
     primo libro  : doppo’l quale tempo la Città Turio e fla
                                 Tttn» eot»nìé$, é
      ta fatta Colonia del popolo Romano, & al fine Munici-
                                 mumuifit di
     pio priuilegiatillìmo , come chiatillìmamcntcappatcne i  RlMélllt»
      Commentarij di Cefarc nel terzo libro. Nel tempo,quan
      do Annibaie Africano trapafsò colle copie de  1 fbldati
      Cartaginefi in Italia con deliberationc d’occupare tutte
      le Città del popolo Romano, tra l’altre Città, ch’afTediò
      in quella Magna Grecia, vna c fiata la Città Turio , la-
      quale fe bene fi diede fiotto la poteflà deiriflcffo Anniba
      le  , vnafbla volta ( laqual cola non hanno fatta alcune
      altre Città, lequali molte volte ribellate da Cartaginefi,
      quando doppo erano alTediate, fiubito fi rendeuano) è fla
      ta degna di grandillima eficufiatione: imperò che vedendo
      i Turinijch’i Tarcntini, e Metapontini, liquali più di lo
      ro abbondauano nelle copie de greflcrcici , Se erano ia
              fi rilafciarono dall’amicitia,c fedeltà dd
      luogo più forte,
      h Romani, e fi diedero ad Annibale, forfè credendo no
      poterli mantenere : anco eglino diedero la Città Turip
      confiderando, che s’i predetti popoli, liquali erano del-
      la natione'd'Acaiaappuntocome eglino erano, per haue
       fatto amicitia con 1 Cartaginefi niente patirono da co
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