Page 473 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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LIBRO I
bnri per ifpatio d’ocro miglia loniana dal mate. Hoggi fa
dctia Città è chiainara Terra nona, cioè.Tiiro nouo, per
la iioua cicdificatione fatta per opra del Senato RomauO
(come habbtamo detto nel precedente capitolo) onero
per la nona riedifìcatione,ch’hebbe doppo le rouiuc vnU
uci fai mente patite nel tempo che tutta Calabria è lìata
occupata da I Moti nel tempo che viuea’l beato Nilo,
delle quali più volte n'habbiamo tìn qui fatta ricordo .
Tr»^.
£ ben che dica Trogo nel trentèlimo libro, che la citià
Turio Ila Hata edificata da FilottetCjdoueancoinlinoad
hoggi dimora la fua fepoltura, nella quale fono riferbate
Smidéu. le lue ceneri, nondimeno dice Suida,ch’è Ibra edificata
dagl’Areniefi venuti in quelle parti di Calabria in nu-
mero di due millia huomini; tra liquali venne I.ampo
huomo indouinatore per potere interperrare'l luogo, do-
tte gli (lellì Areniefi doueano habitare,fecondo che gl’ha
uea detto l’oracolo d' A polline, come da qua ad vn poco
dimoAraremo, e qucAu apertamente egli manifefta in
quelle parole , t^thenienfes duwn millia vironm ad ad^-
candum vrbcm Thuriam miferunt , inter quos & Lampus fuit
Di»dtr$. yatetyqui adificationù rationem explicaret. £ Diodoro loura
db dona più chiara certezza nel duodecimo libro della
fua Biblioteca, mentre con apertillime parole racconta
rhìAoria intorno la fbndatione,& edifitio della predetta
dttà; doue dice, che doppo la feconda riftoratione della
città Sibar^ elTendo in quelli medefimi tempi Prefetto
nella città d’ Atene vn Prencipe chiamato Callimaco , di
nouo cominciò la Beila città habitarfi mà poco tempo
;
corre,ch’c fiata trafportata in altro luogo, e le fu dato al-
tro nome; e gl’autori della detta translatione fi dicono
elfrre fiati Lampo,e Scnocrito in quella maniera; ch’eli
fendo difcacciati molti Sibariti dalla loro patria) non par
lo io di quella prima eiettione (atta forco Telete, come
»’c detto poco manzi, mà della feconda) fuggirono gli
filili Sibariti nella Grecia Orientale,dc* quali molti an-
darono Ambafciatori per coramune volontà degl’alcri
Sibariti appicfibi Lacedemoni), òc Atcniefi per piangere
la

