Page 561 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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LIBRO
              i c  ..
       , .l. A  \
             Seguita la Slefja defcritùone del territorio Turino » cminciand»
               dall’ temendola)a infmo à CaShouiUarcj » Cap. xxf.
             P   Er didanza di quattro miglia in circa dal prcde;.c
                  to Caftdlo Roicto incontra l’antica città Era*
                 ] clcopoli co(ì chiamata nc gl’antichi tempi,cioè
                  città d’Èrcole, forfè perch’in quello luogo Er-
             cole edificò la predetta città, dal nome del quale ella heb-
             bela dinominatione,ouero perch’in quello paclc Ercole
             habiiò,& hà fatto atti di generofe fortezze, come quindi
             à poco diraoHraremo  ; hoggi tiene cambiato ’l nome, e
      Mme^dolariu
             chiamali TAmendolara: di quella ne parla Strabene nel
             fedo libro, douedice  *, ToH Lagariam Heracleopolis ejl f»-
      T»mfOHÌ»Uto,t pra mare paululum . Qyiui nacque Pomponio Leto huo-
      Jtejofrt.
               jj grandillimafapienza,che mentre nello, dudio pu-
             blico in Roma leggeua, hauea tanta frequenza d’afcol-
             tanti,che ben damattino andauano coloro nelPAcade*
             mia à prenderli ’l luogo , remendo che &tto ’l giorno nó
             folfero tutte le fedie occupate ; hà fcritto molte oprc/SC
             in particolare hà fatto vn libro pertinente all’eruditio-
             ne della latina lingua; fetide nelle leggi; hà fatto vn  li-
             bro de Magidratibus Romanorum; hà fcritto de Sacerdo
             libus,& lurisperitis; fetide vn libro nel qualeli conten-
             gono le vite de gl’imperatori ,*che fignoreggiarono dal
             principio deirimpcrio inlino al tempo , ch’egli viuea: è  I
                                          J
             dato egli mandato da Aledandro Sedo Ibmmo Pontefi-
             ce Romano nelli paeli di Germania à ritcouare libri de
             fcrittori antichi,dc quali doppo hauerne titrouato moiri»
             quelli portò feco in Roma . £ dato canto amato l’idello
             Pomponio dal predetto Aledandro, che quando egli dop
             po haucre finito ’l corlodi feteanta anni,paf$ò da queda
             vita  , andò l’idedb Pontefice ad accompagtu^re ’l corpo
             morto con tutta la fua fameglia vedita di rode vedimen-
             ta  , c’I morto corpo era portato nel.cacaletto dà nobili
             Romani fiioi difcepoli  ; la fua fepoltura fu adomata di
             molli v cefi, de quali quedo epigramma hò ritrouacoap-
                                    predb
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