Page 566 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             rituno (ci altri Frati monaci dcirifteflb ordine « liquali
            'di(ìderando,ch*alla fantiti della loro vita folTc congiun-
             to anchora’l martirio coll’ubbidienza di Frate Elia in
             quel tempo miniftro generale del predetto ordine meri-
             tarono tra Saraceni eiicre di Dio glorioiì martiri : L’hi-
             ftoria de* quali (ì notati nel feguen te capitolo. Si teflbno
             in Caftrouillare le fiondine, come in Morano; e nel Tuo
             territorio (ì raccoglie la manna ; 'nafce*l cardo che pro-
             duce la maftice; u fa abbondanza di bambaggio ) e Te-
             fama.
             Si racconta 'I marthio di fette martiri monaci deWordine di
              S.lrancefco^UjJifuUquaUdimoramnonelmonaSleriodi
                Ct^ouillare ,  Cap,  XXVI»
             R    acconta S. Antonio da Padona, 6c altri fcrit-
                  tori nelle croniche antiche della nollra reli-
                  gione , che fette Frati di Calabria s’unirdno
                  inlìeme in Tofcana,doue dimandarono licen-
             za à Frate Elia Vicario Generale dell'ordine per andare
            in ifpagna è predicare à i Mori la fede di Chri(lo,i nomi  >
      S.DdmieBtmdf. de quali fono quedi. Fra Daniello, Angelo, Samuello,
             Donolo, Leone, Nicolò, & Vgolino fratelli commotanti
              conuento di Cadrouillare ; liquali giunfero nel Rc-
            gno d’Aragona hauendo tra loro per prelato Fra Daniel-
      s.Nietl**im.  lo minidro della Prouintia di Calabria, & hauendo egli-*
      S,Vgthn0 m»  qq ritrouato la commodità del palTaggio mai hi potuto
            ottenere Fra Daniello di potere imbarcare tutti gli com-
            pagni,imperò che’l padrone della naue non voleua por-
            tare più che tre,onde gli fù forza di lalciare altri tre adie
            tro, e giunte (blamente con tre alla cittì di Cetti , nè fi
            pofe ì predicare i i Mori in(ino che non giunfero gl’al-
            tri compagni , laqual cofa (ù all’ultimo di Scttetxibre.
            Ma tra quedo mezzo s*e(Tercitauano i predicare i i
            Chridiani mercadanti da dinerfi luoghi, chequiui con-,
            correuano. Quando doppo furono tutti vnitì inlìeme,
            con grandilfimo fèraorc di (piritO| c zelo della falut^
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