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Ikigai e l’emergere della propria Intelligenza Spirituale
Con slancio interiore,
Soddisfatto, Ciò che si ama
ma senso di inutilità ma senso di precarietà
Passione Missione
Ciò in cui Ciò di cui
si è bravi Ikigai il mondo
ha bisogno
Professione Vocazione
A proprio agio, Ciò per cui si può Sensibile, propositivo
ma senso di vuoto essere pagati ma senso di inadeguatezza
Figura 1
Nella rispettosa cultura del Giappone, terra di buddismo zen, dove si può dimenticare una
ventiquattrore in metropolitana e ritrovarla quasi sicuramente; oltre che seconda potenza
economica mondiale – e dunque potremmo in un certo senso dire “seconda potenza culturale
del valore aggiunto” - si ritiene che tutti abbiano un ‘valore aggiunto’ di proprio personale ikigai,
la propria ragione di vita, ragion d'essere (iki=vivere, gai=ragione) da coltivare e far emergere.
Si ritiene che la ricerca del proprio ikigai sia molto importante e che trovare quale sia il proprio
cammino di realizzazione personale, quella particolare mission per la quale si è persona dotata
di qualità particolari e speciali, richieda una ricerca interiore che può essere lunga e difficile.
Quando si vive dal proprio ikigai le attività sono intraprese con profondo senso di significato
della vita e grande senso di soddisfazione personale; dal proprio ikigai interiore si può
alimentare uno stato mentale di grazia, che è alla base del fare con arte. Ricerche in questo
campo suggeriscono che l’ikigai sia alla base della creazione di gruppi di amici affiatati, di vite
longeve e longevamente produttive, di continuare a fare il proprio lavoro preferito al servizio
degli altri anche in età di pensione (se la propria salute non lo impedisca) e suggeriscono che
non sia legato all’accumulo di denaro o beni materiali (studio dell’Università di Tohoku).
Con riferimento alla figura sopra, ricerche in questo campo suggeriscono inoltre che il proprio
ikigai si trovi all’ “incrocio” di otto “coordinate” fondamentali:
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