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sensazione dolorosa; i meditatori sono in grado di disaccoppiare i circuiti cerebrali di
nocicezione normalmente accoppiati, relativi all’elaborazione percettiva del dolore.
Dall’integrazione di più discipline, è stato quindi possibile arrivare ad una non scissa
conoscenza di integrazione tra dati oggettivi e soggettivi che ha permesso di
implementare i relativi differenti domini del sapere, le scoperte della ricerca scientifica
e la preziosa esperienza intrapercettivo-cognitiva della mente umana.
Quando veniamo alla luce, il nostro cervello conta ben 100 miliardi di neuroni, un
numero equivalente alle stelle che compongono la Via Lattea, la nostra galassia. Fra
questi neuroni si sviluppa una complessa rete di connessioni, dette sinapsi, che
possono raggiungere i 100 trilioni! Questa complessa attività elettrochimica sta alla
base del nostro benessere e dell’esplicarsi della nostra intelligenza.
Per comprendere ancora meglio l’importanza di quel chilo e mezzo circa di materia
grigia, ci basti pensare che, pur costituendo circa il 2% del nostro peso assorbe fino al
20% dell’energia che produciamo. Questo suggerisce di scegliere il miglior modo
possibile di utilizzarla.
L’attività bioelettrica dei nostri neuroni corticali genera onde cerebrali che possono
Il fatto di base è che essere misurate con l’impiego di un elettroencefalografo, uno strumento utilizzato in
l'umanità sopravvive grazie diagnostica medica. Il tracciato, sotto forma di linee ondulate, ne dà l’ampiezza di
alla bontà, all'amore e alla oscillazione espressa in microvolt, la quale indica quanti neuroni sono coinvolti in un
compassione. Che gli esseri dato compito, e l’intervallo di frequenza espresso in hertz (cicli al secondo).
umani abbiano la capacità di
sviluppare queste qualità è la In base alla frequenza, gli scienziati hanno ordinato le onde cerebrali in quattro ritmi
loro vera benedizione - Dalai principali, chiamandoli con le lettere dell’alfabeto greco: alfa, beta, theta e delta, ai
Lama Tenzin Gyatso quali si è poi aggiunto il gamma. Oggi sono in corso interessanti studi sui ritmi lambda,
molto veloci, ed epsilon, molto lenti. Va tenuto presente che questi ritmi sono tutti
necessari al nostro benessere psicofisico, nessuno di loro è migliore di un altro e tutti
possono avere aspetti sia positivi che negativi; un ritmo dominante è negativo quanto
la sua insufficienza.
Il ritmo beta
Ha una frequenza di circa 30-13,5 Hz; è correlato ad un aumento significativo
dell’attività dell’emisfero cerebrale sinistro e rappresenta un elevato stato di
funzionamento mentale, considerato normale negli adulti sani. Quasi assente nei
bambini e negli adolescenti, tende poi a essere il ritmo prevalente. È associato anche
a un certo tipo di tensione, mentale e muscolare, che ci serve per vivere. Un eccesso
di queste frequenze è negativo e caratterizza le persone ansiose o stressate incapaci
di rilassarsi
Il ritmo alfa
Ha una frequenza di circa 13,5-7 Hz. Più lente delle onde beta, le alfa corrispondono
Sii il cambiamento che vuoi allo stato di dormiveglia e di veglia rilassata. È il ritmo di base del rilassamento e della
vedere avvenire nel mondo gestione dello stress, ed una fase indispensabile per dormire bene; è così importante
Mahatma Gandhi per mantenere vitalità, buonumore e armonia che il nostro cervello è predisposto
naturalmente ad entrarvi ogni 90 minuti circa. Quando si verifica di giorno, parliamo
di un attimo di distrazione. Di notte è presente durante il sonno REM, quando i
movimenti rapidi oculari indicano che stiamo sognando.
Il ritmo alfa, che inizia a comparire non appena chiudiamo gli occhi per rilassarci, è
associato alla visualizzazione creativa, alla meditazione e all’ipnosi – tensione e paura
si dileguano, lasciando spazio a sensazioni molto piacevoli di pace e benessere. Le
persone molto creative, che sanno risolvere i problemi in maniera innovativa o sanno
dar vita a opere d’arte sono in grado di procurarsi le onde alfa a volontà e di utilizzarle
al meglio. È il ritmo dominante nell’infanzia e prima adolescenza – pensiamo soltanto
a quante cose siamo riusciti a imparare in quegli anni – prevale nelle persone
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