Page 134 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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«.ombitcere in campagna aperta, riiornarfenecome via#
cuore rinfacciata la viltà loro à nemici, laqual cofa giu*
dicaua che folle di grandiiUma importanza , per mante*
nere i popoli in fede,:nallimamente credendulì egli che
fra pochi giorni, gli douelTc venire Ibccorlo da Terra di
Lauoio , via Puglia , e dall* Abruzzo Mà Ferrando il
.
quale non haucua anchora intefo la venuta di Pcrlio, Sc
era auuifato dalle fpije, che le genti d’Obegnino erano
molto deboli, non dubitò punto di menare i fuoi fbldati
fuori della terra, e d andare incontro al nemico che ve*
iiiua. Pel CIÒ che s‘ei non vfciua fuori della terra, gli pa*
Jreiia che folfe per perdere tutta la nona riputatione , e
gratia, che poco dinanzi s’haueiia acquiUato con l'ardi-
re, e col tentare valorofamentcla fortuna, con vna infa-
mia di Vergognofo alTedio, e dilbnorc di concetta paura.
Conlàluo nel cui animo era quel vigore di perfena pru-
denza, con laqiial'egli dopo auanzò quali tutti gli altri
capitani della nollra età, cominciò auueriire il giouane
Ferrando, deliderofo di ricuperare il regno, e parimente
d'acquiflarli honore, & à pregarlo che non vfciU'e dalla,
tetra, fe prima non s’informaua meglio del difegno, e
delle forze de’ nemici, e che quelli erano alTai honore-
iioli confegli , e che prometteuaoo lìcurezza nelle cole
dubbie, mà che quelli altri erano vergognolìillmi,& in-
felicillìmi, quali per temerità, mentre che noi modramo
vano vigore d'animo, Ibgliono al Hne conturbare tutti i
modi dcli’imprcla,e della vittoria concetta.
Ragionamento del Rè ferrando al Gran Capitano ConfaluOy m
rijòlutione dell'ufiita da Sermnara à battaglia contro
Cap. XXXI,
l'ejiercùo Framefe ,
H Auendo quelle parole intefo il Re Ferrando
fatto C/t^ìo . dai gran Capitano (dice M.P.iolo G/ouionel
predetto terzo libro) di fubuo rifpolc à que-
lla guifa. Noi hafemo dunque à racquiiìare
il regno, con quella viltà, con la quale l’habbiamu per-
duto?

