Page 133 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     ra, doue vna banda di Ftancefì quale ( (econdo riferifee
     M. Paolo Giouio) trmerariaincnte era vfeita fuori à fare  PiuI^Cium^
     la fcouerta,fu rotta nel viaggio, dalla cauallcria Spagnuo-
     la, il Rè con allegrezza grande  di tutti cittadini fii rì-
     ceuuto in Seminata. Era nel campo del Rè Ferrando
                                 FerrMtd$ tntr*
     Marmo Corrialc Signore di Terra noua, il quarhaiien-  in Sem,/t>trn .
     do fin da principio della guerra cofianteipnentcreguitaro  MnrÌH0 (orrmU
                                 Duci di terr*
     la parte Aragonefe.cioè d’Alfonfo,e Ferrando, era flato
                                 ntun.
     da Francefi difcacciato dallo flato, perch’il Rè Ferrando
     cencndofi da lui ottimamente icruito, defideraua molto
     rimetterlo in cafa , per poterfi valere del Tuo valorofo , e
      fedele feruitio, c delle forze di lui, in fare quella guer-
      ra, e maillmamente per fàrfi (Irada ficura all’armata,
      perciò ch’andando egli al mare  , gli era forza paflare le
      caficlladi lui polle à certe parti flrette,doue poco dinan-
      zi haueua mandato Alfbnlb Danaio à pigliare, pcrch’il
      V illamarino generale dell’armata, era giorno al porto Er-
     cole,poco in giù di T ropea. e quiui in terra fedele, 6c in
     ricetto molto ficuro afpettaua il fucceflb dello sforzo di
      terra, e quel che gli fòll’ctoper comandate Ferrando, e
      Confaluo perciò ch'eglino naueuanodeliberato,r.icqui-
      flata , e fermata di prcfìdio la parte di fbura della Cala-  -
      bria, imbarcare l’eflercito, & al primo tempo andare in
      Napoli  : perciò ch’intendeuano come Gaetanì s’erano
     ribbellari, c che nel territorio di Roma fi fàccuano gen-
      ti,con danari di Papa AlelTandro, e del Cardinale Afca-
     nio per ferrare  i palli di S.Germano, e fperauano che Na-
      politani con ottimo animo vcrlb di loro, rollo che folfe-
      ro gionti harebbono fitto nouità. Quelle cofe intenden-
      do Obegninoil qual’cra Viceredi Calabria, dalla parte
      de’ Francefi, chiamò da Bafilicata Perfio fratello di Ale-
      gria, e menò fuoii i prefidìj di tutte le terre di quel pae-
      fe , e raunate le genti à Terra noua, prima ch’i nemici
      haueiFcro noua della venuta di Perfio fé n’audò à Semi-
      nata, con penficro di venir fubito àgiornata con Ferran-
      do. e fc pur egli non hauelTe voluto vfeire fuori delle ma
      fa di Semina») c non hauclTc hauato ardire di venire i
                             coru-
                               •0
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