Page 165 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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écrt àtnagnare, Se -acn^ch'haucB'ero loro occBfìbhei})
fàrcdimoBracione del ieUbfenimiie; da Cuoi feruiiàccua
portare nel mezzo del magnare, vn parodi calzette, 6
più,e dauaglihor àqOe(la,& hot àquell’altra, comandan
do che cUrcheduna di propria manO quelle cavalle nelle
gambe, -e mentre le donnes’alzauarro , per pon^e le cal-
zette,egli eluoi ferui,convanOjmàabomineuole piacere»
llauano à riguardare di loroil fcBb feminile , altre volte
£iceua per la fala volare le colombe^ e che le donne nude
«'abbailaUcro, honnqucfto pontone, & hor in quell'al-
tro,per cercare le colombe, quale per dietro gli angoli, ÒS
ordigni delia cataz‘arcondcuano, e mille altre Ibrre dico»
fc ncfande,opraua con le donne Lncrefi^Con gli huomi*
nidopo^ pena A porrebbono raccontare le tante ignomi-
nie, ingiurie, battiture, & vccifioni qual’egli Opraua. Mà
non molto tempo corfe, che di tante lue l'ccieraggmi pa»
gb le debite pene; imperò che partito da Locri peranda-
rcin Sìraculà, dalla quale con vniuerfale feditione, crA
ilato fcaccìa'to, la prima cofa ch’i LocrcA al Aio difpctM
fecero , sfabricarono la fortezza t]ual*cgli in Locri faaoe»
uà ediAcata,vccircro tutti i foldati del Ino prelìdio» e coÉ
<di nuono impadronitiA della città lì tidullctO nella lorO
pnmalibertà. Anco per vendicarli delle ingiurie da DfO-
nifio fatte,fccero fchiaui trefuoi figli, c la moglie, qual’r»
eli iafciata hauca nella fortezza, furono quelle due figlio
lemine. Se vn mafehio, allhora entraro nell’adolefcenza}
pctch‘il figliuolo maggiorc,cioè, ApollocrateerafccoaB»
dato in Siracula. Ritornò per quello fatto DioniAo ita
Locri, con grandilAma moltitudine di lòldati Taccntini»-
(imperò che con Siracufani non hauena potuto acquiiltav
re pace, anzi di nouu con molto pericolo della Aia vita è
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(lato da Siracufani difcacciato) e con i Udii foldati Ta»
tcntmi cinfein aAcdio la città Locri: perche LocrcA fuot
robcIUnon pcrmcferoch'egli'entcaActaellacittà Màvcg»
pendo DioniAo che con l’impero della guerra non poteua
Aire profitto per confeguire l’intento : cominciò con hu»
tsililUmi prieghi, ioAcme con molti altri pignori Tarcn-
titai

