Page 166 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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isnladclimandaredaLocreii, ch’alroeno fi coropiaceUera-
Ecllicuirgli lamogliCjC fi^i,con prezzo di moneta, quan-
to à.luro foiljc grato . Mal Locreii ricordandofi dell'em-
pic crudeltà dei tiranno^non volletoconi'cntireà tali prie
ghit anzi voleuano più toAo rimanete in perpetuo aife-
dio,xhc concedergli quel ch’ei dimandaua . e non cura-
nano che tra quello tempio i foldaiidi Dioniliodillrugge-
uano le campagne, c tutto-il loro bene, quale fuori della
città lì trouaua. Mà al hne per i continui danni, quali
di giorno in giorno paiiuano,accelì d’ira, tuttala vendet-
ta qiialecoutro. di Dìonilìo delìdecauano fare, riuolfeio
nella moglie, o hgii di colui, che dopo hauergli vccilb il
tnafchio> menarono la moglie, c le due hglìe per tutte le
piazze della città, e quelle diedero in fatictà della libidi-
ne di tutte le gcntì,e cittadini, e foradieri : dopo hauen-
do.coloro drangolate in mezzo vna publica piazza le ta-
gliarono à pezzi,e chlnon haiicHc voluto magnare di quel
le carniyeraviiuperato^ il' rimanente de’^corpi Iti bruciato
al'fuoco, e già odi ne’ monorij fitti polue gittarono tra
Hondedel mare.. l>eelo che- veggendo il tiranno hauere
perfo^ il dominiadi Siracufa, e nella città Locri non po-
tere acqui(lacecola.di buono, andò in Corinto, doue in
cdrema pouertà fini la vita: come di ciò ne fimo piene ho-
mai tutte l’antiche hìdorie. Mà della morte di Dionifio
dice Cleacco , che- ne’ facrificij di Cibcle, portando lui CUm*0%.
il.tamburot mentre fonando ballaua, occupato da fubita-
nea morrc,finl ia vita. Quanto fin qui s*è detto viene più
compendiofiimente raccontato da Clearco in queda form
ma. DìonyfÌHs iunior Doridis Locrenjìs filiu4 , cumad Locren^
fium ciuitatem yeniffettfcrpiUU^ac rofts amplifiimam totim ci-
uitatis domum conftrauit,ù>crenftumcjue virgiaes vicifsim accer-
fiòati cum quibus denudati! nudue ipfe fuper ^lratis rolutatub
nU)U omnino turpitudini! inientatum rclinqucbattquarenon mul-
to po/ìjqui ittiuriam a(ceperuttt,eius vxorexHi liberosquecompre-
henfos in via iiatuerunt,omneque contumelia genus in eos exer-
cueruntt qua demum exaturarit acubus fub yngue prafixis in-
tfrjeceruntf 0 yt in defundaa tacque feuirentt earum oJJ'a in.

