Page 160 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 160

,
    4
            S È c o   D O.    «1
                                _
     loCriuorCi il quale dice, ch'era coftume allr Locrefi , mah
     ipofare vna donna bella con vn giouaiie bructo,acaò.prt
  si
     difetto dd marito la donna bella non fecefTe^igli bratti
  É
     e rilledbera di giouani belli, che inai p;endeaano per mo
  a
     glie donne brattea imperò che diceuanoi fa pienti di Lo-
      cri,in commune prouerbio,de/ònne dr/òrriMr, cioè il gioua  PnuerUé tU'L0
  4                              ere/i htfrm I*
      ne bratto infetta la donna della Tua bruttezza, e ladonna
      brutta infetta il gtouane bello ^ S'alcun huomo nobile, t
  w
      bello da donna nobile,e belli, faceiia vn fighuolobratto,
  r»
      non poteua elTereil detto figliuolo nobile : perche dice-
  à     i lapienti di Locri , cOn la bruttezza del corpo Dio
      nano
  'P  tòglie la nobiltà al hgliaolo, perche fe noa gli la coglieirc
     Io farebbe nafcere hmile al padre. Se alla madre bello, era
     coftume alti Locrefi,che quando da padre, e madre brut-
     ti nafceua vn figlinolo bello v quello annonerauano tra i
  fi  nobili della città,perche diceuanoi fapienri Locrelì^ Dio-,
  d
     dimoflra incoftui la nobiltà deU’animO , Conia bellezza,
  ir
     del corpo. Credo che quello coilume hauelTero in loro:
  •r
     'introdotto i Locrelì  , petch’i loro fapienti erano ammao-;
  f  Arati neita dottrina di Pitragora , il quale (fecondo rife-
  •
  fi  rifcc Pietro Bongo, doue tratta, de numero quaternario)  Piefr»
  r  prima.ch'introdncedTc i difccpoli,nelle fue fcole, attenta-
  r  mente gli conhderaifa Ij^difpohtione delie membra, e la
  a  bellezza del corpo, anzVPlatone (per quanto nfcrifee il  PUtvnt,
  i  preallcgato autore,) hauea per editto comandato, ninno
  '?  douer entrare nelle fue fcole, manco di membri, ò brutto
     di faccia . Voleuano  i Locrelì che mai huomini, e donne
  4  brutte haueflero vlfitij di goucrno nella città , ne meno
     voce d’degere gli vlfitiali, perche diceuano, nontdouerli
  f
  4  honorare con vlKtij nella città, colai che da Dio c disho-
     notato con la bruttezza della faccia. Ma  s’alcun huomo
     è donna era brutto di faccia, c fapiente nella hlolblìa, e
  P
  4  Cognitione delle leggi, poteua haucre vlfitij di goucrno
     Bella città» perche diceuanoi fapienti Locrelì, chcl’in-.
    •
  s  tentionedi Dio fi\ di fare qiicfto huomo , ò donna bella»'
                                  - \  V
  4  Se ecco che gli diede molta bellezza di fapienza nell’ani-
  4  ma; ma s'il corpo c brutto quello fi\ difettp della natura
                        X
  4                         meli»
        I
   155   156   157   158   159   160   161   162   163   164   165