Page 161 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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mcndace^bi quale vna cofa ha prornc£b,& vn*alcraha&c«.
to. Mà credo ch’i Locali haueircra.vfmpatQ quella Icg-..
gc tra di loro dagli Etiopi» ì tjualinìailhannQ^haUiUo co^
ftmuc d’clcgcrc il Rè, datkchi,forti, ò nobili,.raàdapiii.
belli, e ciò afferma Pietro Bongo doue tratta del numero,
jhetT0 Biffai*, ^
quaternarioy per teftimonio d’ A.riftptilc , doue dice ..
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^ «ir' moriéC quoque traditum ab ^riHotiley ^ethiopum popuiot, qui,
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QymmfophiHarum fapientìa regebantury I^eges [ibi non ex hisy.
qui fortifsimiyC^ opuieniifiimi effenty creare^ fedeos tantum qui,
fomaejJht ptiUherrirmy àtque pfo{lmiiUmi : quippe^ quoni<m
animarum magni, dccentianiy ex corppns. cffigkjeje_ vieffsm in-v
tueri poffe arbhrabantur^^QoSjLìtùi Garonda (.dice Luciano,
IfmcÌMno^,
per, tcflimonio d’ArillolIeUo),vna.lcggeaUi Locrefi, che.
quando vn huoino dpuca fpofarfi„con. vna donna, per ha-.
Uerli infieme innamorati ,, poti il poncUanQ in effetto Ic;
no^ac ^, fé prima amcndui/pogliaii.noji fi confiderafferoi
in tutte le parti del cotpòU.fe.dòpo.tra. di loro^OQcorreua.
nemicitja ò Cdegno,«iano.araendui,dànnatlallafj.ufl^j,^-
ail’efsiUQ. la qual legge è fiata foildata fòujra quella ragio-/
ne, che diccua Caronda;s'alc.unOjCClmpra vjo cauallori--
guarda quello d’ogn’intorno, cdopocolui paga al ftiopa-.
dronc, fc per. dillaucntura.rierccalfineguallo, ridonda il.
danno al luo comparatpreicofi au uitìic quando l'huoroo,,
e la donna inficine s*innaraQrano,.e defiderano fare noz-.
^c, deuono ben riguardare le. fattezze del corpo, nella,
proportionedi tutte le membrajfc per diflauentura al fir-
ne da tanto amore.vcngono.ad altro tanto sdegno, .fia lo--
roil danno con la frulla,e.con rclUio. Furonpdiic donne;
(dice Eraclidc) nella città Locri quali s'accufarono al prc-
MrétiiiU*,
fidenre della giullitia,che runa haucuadato per vna not^
’S. .
IC il fuo marito all’altra , e dopo per gelofia.non volle co-r
lei per altro ,tanto predare il Tuo marito ad. ella , c deter-,
minarono i gouernatori. delle città,. che la gelofia è fimilf.
alla pede, però.con ognifollicitudine, indudria deue.
pcr.ilchc codituirono vna legge
dalla città effere tolta ,
Legge de Leere-
nella quale irrenocabilmcnte fenza dirpenfatione alcuna
p tmtorttQ l^ge»
/•/5W. fi comandaua ^ che s’alcuna douua foUè accufaca di gelo-.

