Page 163 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             ne leggi, Se anco couina della (lelTa città» come (Tice ’A»^
      JriJttfUt.  fiotile nel fecondo hbto della Politica caufit fait yt Lotr^
             tumciuhat intemetypKftar Dìwyaj affinìtatcmyquòd non con^
             ùgiffet in papillari SatUy ncque in ea optmatum giAcmatìonCt,
             qua optime mixtOytemperataque fiùffet qiuraffinicà,tta Dion
             BÌik>,e L,ocrelì>e diftrutionc.de leggi de gli fteftl» & era**
             piacrudcltà deltiaaauo è raccontata da Diodoro , Stra-
             Done, Clcarcoye Giuftino.  i quali dicono, ck'cflendo dr-
             fcacciatoDionifio da Siracufa petlefue molte crudeltà^
             iontoebe fii in Locri, pecchi’era huomo potente, e no-
             file, cominciò coDtra&realle leggi de’ Locrelì-douc per-
             «h^alcn non vL erano dipiù potenza, i quali nelle contra-
             ueniioni pote#èro c»ftigarlo»non la/ciò leeleragine qualq
             non hauelTe oprato;;unco nelle pcrlòne delie donne, qaani
           •  tu nelle perlbne de gl’huomini (parlo io adclfb di Dioni-
          siruea  fto il gionane, perche di Dioniho primo Tuo padre ù fiuù
      /*»••  ricordo nella Ipogliationc del tempio di Ptolcrpina) era
      $n L»cri
             qucfto Dionilìo figliuolo di Dionifio primo, e di Doride
             Locrefe figliuola di Xenoto : e perciò (dice Giuftino nel
             ventefinio primo bbro) nella venuta ch’eifeccda Siracut
             fa, è ftato benignilUmamcn'ce riceuuto da Locrefi, come
             dafuoi compacBÌoti,econlangmnei. ma egli credendo che
             cutcaciò fi fioftie filtro pcc .dimico , e come (è per legge le
             gli -compecelTc il dominio^ della ciuà (efièndo che prima
             di lui bauea fignoreggiato in buona parte Dionifio il pa-
          ’  drc) ecco* ch’ai primoactos.’impadronifce'^cl cartello del-
        ^  ’  la città, e comincia vfarc quelielue fólite crudeltà, quit
             ufaua in. Siraculà;.in:>pecò che cominciò, vlàredishone-
             ftirtimi atti di lulfuria , con tutte le mogli de* nobili citta-
             dini Locrefi. ftupcaua le vergini,prima che confumafter»
             le nozze,ecofi ftupoaredaua loro àfuoi mariti: à riccBi
             fiiceua clIUiare dalla città, ouero faceua vecidere, e dopo
             toglieua loto quanto pofiedeuano ^ tal che pei to^re l*)!!-
          ^  imi robbe tentaua ogni modo poftìbile. C^undo s’accoD-
             (e che |li era mancata J’occafione di^e firoili- prede; die-
             termino con vn’altra ioduftria fpogliare laicktà d’ogni
             «icchcz2a,^eadoQi(iinc,che tutte h; donne Locrefi eoo-
                                  ucnilTcra
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