Page 171 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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Atcncfì persero il dominio, ch’haucuano (btira McltÌRjrw,
folTc llata (come ho detto) la diuiHone de’ Reggini tra de
loro, che fé ciò non fòlTe (lato gli harebbono dato (occor-
(ò,come quelli ch’erano (lati Tempre nemici à Siracufani •
cb’oltrc di quel ch’haueino detto nel primo libro, ù può,
conoi'ccre ancl>ora dalli detti di Tucitide nel terzo libro,,
douc dice,cbe nella guerra quarbebberoi Siracufanicoft
i Leontini,i JLocrcfi (auoriuauoà Siracufani,& i Reggini
fàuoriuano alli Lcontini, e nella guerra qual hebbero gli
Atcned contro i Siracufani,! Reggini fauoiiu'anogii Ate-
ne(ì,& i Locred.làuoriuano i Siraculani: tal che per fot»
za della nemicitia, qual era tra Reggini , e Sìracudini, (è
non fodero (late lefudcttc diuidoni, la città Reggina
rebbe fauorito molto gli Atcncd,(IcKe non cod facilmen-.
te harebbono pcrio il domiiùo,qual haueuano(bura Me&
TttetriUt - dna. di quanto bo detto,dona cei rezza Tucitide in que-
lla maniera. In bello Syracufanorum cum Lconùnist Locrenfes;
fyracujanis, l{hegini Leonùnis Jludcbant. in bell» ^ihenitnfium.
am Syracufiviis,]\heginiathenienfibu3fauebiwt- Furono anco>
i Locred molto amici alli Romani per quanto riferifee;
,
Ptlihi» ^ Polibio nel primo-librotcbcgìà i Rotu.ani per làrevbidiea
te al loco imperio Tlibla di Sicilia , indeme con i (oldati
Locrcd,Tarentini,c Napolitani trapadàrono con le naui
nella (IclTa l(bla,d ch’i Locred molto s’adoprarono in aiu-
to de’ Romani . le parole di Polibio cod dicono . 1{pmani
Locvcnfmniy & Tarenùnorum., O" J^eapolitanonm nauibns "pftj,
C'tetrmt,.
cnmexarcitu in Sìciliamttanrfrftarunt- Cicerone neirocatio-
oe prò Archia Poeta, dona molta certezza della nobiltà,,
e ccMteda delli Locred , mentre dice: che tanto amarono;
ridelfo Archia, che l’honoracono con grandidìmi doni t
<
anzi per fegno d’amore , ofFerfero à lui in dono la (ledà^
loto città. Locrenfes ipfum ^rchiam àuìtatCy cxUrisaue pru-
I0^'rdo»4n/Mr. l‘i dedb Cicerone unto amò i LocreÌL,ch’G(L
fendo egli vnluerfale auocato di Calabria appredb il Se-
nato Romano, di niuna città quad (àceua unto conto,,
quanto della città Locri; per ilche in molti luoghi delle
me (cciiturc,& in paciicolàxc nclfccondo fuo libro de le-
gibus».

