Page 206 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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      kbenìmin. Anzi Tidenb Paufania ncll'ille(TQ libfp fa ri»
      cordo d’una hilloria d'Eutirno, di grandr/Iimo Ilupore »
                                   Wie  ti Jt%
      cioè, che doppo hauere vinto Eutiroo queil'oltima Olim
                                  "•tmm di Ttmè
      pia prcdecu
            , parrendofi eglid’Elide città. del P«lopoA<^ /-
      nefo, douc li celebrauano i predetti giuocln, nei rjtpfnQ
      ch'ha fatto in Italia, ha Jottato,c nella lotta vinto vn.mav
      Ugno demonio, quai'infeftaua tatti gli habitatori della
      città Temoià,in Caiabria,eper ogn'anno volcuachcfo^
      fi: ifpoHa vna donna vergine in Aio feruitio, e nel giorno
      aliandoli faceua tale offerta nel fuo tempio^egli mpdcuQ
      Io, Se iaforma molto borri bile veni u a, ^ m prefeoza di
      tutto il popolo, A prendeuala detta vergine, e calci por-f
      rana in loco.doucà lui piaccuayne piu da glihuominì
      poccua clTere veduta, cpcrche queflo era vn pagamento
      troppo indcbito,c crudele apprelTo quelli Temclìni : era
      anticamcntc-vlci^o »!n ^rouerbio ; che quando in alcuna
                                  Prtutrii»  diti
      città veggeuàfì huomò cale,ch’cflìgeua dalle perfbnp al»  Dtmtmt diTt^
      cùni pagamentiindcbiti,diceuàno.,/<dcAreme/4^eir/«m«  • mtfi.
      cioè , coftai è il demonio di Temefa . la cagione per la
      <]gnale era oSerta da TcmefiiH per ogni anno vna. donna
      vergine al demonio, c alTegnata da. Paufània,e moltialtri  Ttmfétmuu
      fcrittorijCome dimoftraremo apprelTo. Se è che doppo la-
      didruttione di Troia, Yliircfpcnto da contrari) venti cA-
      fendo venato in quelle, parti d’Italia , tra l’altrc volto,
      ch'in quelle maremme di Calabria s’ha ripolàto, gli oc-
      corfedi prendere terra nelle fpiaggie della città Temelà,
      fabricata anticamente dagli Enorrij , nella parte Occi-
      dentale di Calabria, ben ch’ella è da Tei miglia in circa
      lontana dal mare, nel vicino di Reggiano  d’intorno à
      quattro miglia, hoggi la detta città è chiamata Meliuito,
      ài Velcouato della quale c flato trasferito in vn’altra cit-
                  :
     •rà detta S.Marco, come dimollraremu nel quarto libro^
      clfendo dunque lotto la dttàTencIà difcelb dalle nani
      YlilTc, vno de’ luoi compagni chiomato. Polite, fatto vb-
      briaco,prereper forza vna donzella dririlleiropaere,con
      Iz quale comrocfe vn llapro,perch’era colei vergine. Per
      ^qual’acto commollìà fdegno i TcmcAoi ptefcroil dot».
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