Page 208 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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SECONDO. IO»
Vh grande impeto à prendete la vergine : s'abbracciò di
-Tubito Eutimo col demonio fi fortemente, che lo gittò à
cetra, e vinto il demonio,tanto hebbe quefVoatto à fcor-
DO,ch’abbandonò la cittì Tcmefà,& in prefenza di tutti
4 Temefìni andò con grancblfimi (Ìridi i profondarli nel
tnard*. F urono doppo celebrate le nozze d*£atimo,e del-
la donna, con grandini ma fèftadelli Temelini, e con la
«nedelima fpofa vilTc Eutimo inlìno al fine della (ila vec-
chiezza, il fiarriotl quale per relatione d'un huomo,che Bmrh.
feco andana ad vn mercato, racconta quella ftelTa hillo-
ria; dice hauer egli veduto vna pittura antichiHima in
vna tauola, laquale llaua ordinata in quello modo, era
TigUra del De-
dipinto con la faccia d’un giouanetro il fiume Sibari, e’I meuie di Teme
fiume Calabrice, inlieme col fonte Calicò, v’era poi di- fe.
pinta Giunone, e la città Temefa, tra le quali eradipin-
To quel demonio, il qutrera flato da Eutimo difcaccia-
to, di colore molto nero , di fórma terribile , ch’harebbe
potuto fpauentare qualunque perfona hauelTe quello ri-
guardato, dcappareuavelliio di pelle di lupo: La fcrit<^
cura fatta nella tauola era in quella fórma. Demoni libati*-
tes : le parole del Barrio fono quelle, ^udim ego hac ab
homine ad me, ad emporitmt yetàente^ vidiipie talem perlegens
fcriptttram . Erat in (piadam uAnU vetufiiffimaùuenili effigie
Sypanù , & Calaber finuiM , fimul tum fonte Caljeo , aderat
Temefa ciuitéu^& inter has dtemon iBey quem e regio-
ne Temcfea expulerat EuthymuSy colore piane admodum niger^
forma vero terribili, qua piurhnum inlpedantes perterrere pof-
jet , lupi autem peUem indutue videbatur . T^omen appofitum
eratydamord lybantes. Mori Eutimo, fecondo che riferifee idtrte Xtmd-
Iti» Lttrefi-
Paufania appo’I fiume Cecino. Eutbymue ad Cecinum «iM-
Vanfem*.
nem , oculis hominum apparere desijt . Àliti dicono, che lia
morto nel caflello Cecino, hoggi chiamato Satrìano.
Meritò hanere egli la feconda llatua, lecondo’l collume
de' vittorioli Olimpionici, &tta da Pittarcho mantineo.
di quello Eutimo It ne ragiona nell'officina del Tellorc, Ch.TeJUre,
doue è fcritto, ch’egli portò Iti le fue fpalie vna pi^ra
^ifmifurata gtandesza, e quella collocò inanzi le

