Page 202 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     «»in» molto caro «mito all’illcIToTalcic.colliiidiinoii anmAmuf!^
     mohòTcmpom Creta, c dooi, molte buone leggi alli
     Creicfi, per (juanto fredemo à' ideiti d’Ariftotiie nelle-  ^riftttUe^
                              ’
     condo libro d^Uc cofe Politiche.  ,
     Di dui famofifiim lottimi locrefu >no chiamato ^gcfidamo,
          c poltro Eutinto  .  Cap.  X .
      E  Statonatiuo cittadino Locrefe Agefidamo lotta-  jtltpJUmtUf-
                                 Mtrt locrefi’'
          tore potentilTìrao,figIiuolo d’Archeftrato, il cui
          valore par ch’hauclTe ecceduto la fortezza de
          gli altri luiomini del Tuo tempo , imperò che di
       lì legge mai elTcr vfeito con vergogna dalli giochi
     lui
     Olimpicij mi femore con grandiflìmo honorc.ritornaua
     à cala vittoriolb. di collui altamente cantò Pindaro Te-  Pimdurt»
     bano, poeta nel fno tempo eccellcntìlfimo,il(jliale tra 1 al-
     tre fue opere, ha fatto vna canzone nobilillima, in lode
     d*Agelldamo Locrefe, nella quale chiama in fuo fouora
     le mufe, e la verità figliùoladi Gioue, edoppo comincia
     lodare Agefidamo per le riportate vittorie delli giuochi
     Olimpici, e nelle llelTclodi di Agcfidamo loda la città
     Locri, dalla temperata aria, dalla bellezza,& amenità del
     luogo, dalla virtù della poclla, dall’eccellenza della co-
     ragiofità, e fortezza nelle cofe della guerra, e da molte
     altre nobililllme virtù  •, la cui canzone c rigiftrata nella
     decima Ode delle fue opre, e nella fcgucntc Ode,qual'è
     vndccima nell’ordine,loda anchora Agcfidamo,e la città
     Locri , mà Agefidamo è lodato dall arte del combattere
     nclli fteccati,dallacorona della vittoria ne’ giuochi Oliin
     pici,e dall.a grandilììma fua liberalità. Anchora dall *llcf“
     fa liberalità loda  i Locrefi, c dalla fapienza, e dalla for-
     tezza, e dal benigno hofpitio, qual’à foraaicri dar folc-
     uario. Comincia dunque Pindaro nella decima Ode in
     lode d’Agefidamo, e de’ Loctelì, cantare in quedo mo-
     do, fecondo lavcrlìone del greco nel latino: che già il
     «efto greco non c pofto, per non cagionare maggiore lun-
        ®    ‘
                     C c  i  ghezzB,
                          /
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