Page 254 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             S^EC^OT^DO.      iiS
           qiul» n ragion» de diucrH negotij, de in parti»  LtJtuìet FmlfM
      colare d*àlcuf)Q galere, leqilali tcneua li Re nclI’Arfa-  m» ftttrrAle gUl
      nalcdi Tropea (brio U condotta ddl'iftclFo Vulcano.  le TroftAHe.
      Viue hoggi AntooioSpanò cittadino di Tropea pittore  interne SfAn»
      tatito ftngetufe, che i« Maeilà det Rè Filippo giudican»  fitfreTraftAn»
      dolo migliore degli altri fuoi pittori, gli diede caricò dt.
      dipingere’} choro d’nnruo conaQntOidott(vlos Ciuùtles.
      Nè qui It deue tacere dò di marauigiiofo , che iciiue
      Lorenzo Dardano in vii fuo libro, ci^, che nella città  Larm\o ìatìa~
                                  nafirntare Tra
      Tropea, doppo vna crudele tempefta di mare comp>aiuc
                                  ftAna.
      foora certi Icogli detti MefTaggi ricini alla città vn hiio»  MArAHtglie ae-
      ino nudo, ilquareffendo dimandalo da cittadini,chi egli,  rar fie ut TraftA
      foifcye-conleera il Aio nome} 'non potendo quei parlare»
      fece regno di volere fcrhiere, cui tendo porta la carta, «
      la penna-,rcri(rc qucAe parole. Io non sò chi Aa, nou sò
      donde, e come Aa qui venuto, eia mia vita è breue, e
      mentre llauano ammirando  i Tropeani queAo huomo
      in ifpario d’nna bora pafsb da quella vita,cl Aio corpo Ai
      fepolto innnzila porta della parrocchia di S. Giouanni,
      mentre A fàcetia vna fblTa prclA) alia torre noua del ca»
      Hello At ritrouato vn corpo con vno Hocco, de vna tazza
      /^’oro per quanto moftraua certo numero d'anni anti»
      chinimi. Fiì di pictofa maraiieglia l’atto , d’un Giudeo,
      ilquale Hando per morire nella Aia infermità dimandaua
      il battcAmo,per palTarc da queHa vira ChriHiano:e veg>
      gendo la moglie, ic  i Agliiioli,' che non poteuano rimo»
      uerlo da quella openiomr,l’nccifcro, e Io repclliiono Art-
      co la riua verfo raiAiiiale: nella feguentc notte apparue’l
      morto in viAonead vn rcIIigiolo,clicaccontb’l ratto, a£>
      (crmado ch’egli dall’Angiolo era Hatohattezzato,diccdo
      die per fegno vedrebbe nella fpalla del Aio corpo mor-
      to regnata vna croce: Riferì quello rcligìofola vilìoncal
      Yefcouo, ilquale ordinò vna Iblenne pioccllìonc, e riero
      uato'i corpo fegnato con la croce, doppo  i foliti vAìtij lo
      ftpdi nel Vefcouato  . Potrei fottogiungerc molte altre
      cofe lequali per non hauerc hauutolcrittureautentiche,
      paAcrò con Alcotio .£ hoggi Tropea città beJlilUma.
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