Page 278 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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       cune altre per Joio colonie . Era MocAco Re d Acenc 9  Mfftfftà-  vietrt-
       coronato doppola morte di Tefeo, & fi\ vno dc^Pren-  it$ Calithrìd.
       cipi Grcciclxc andarono alUgi^erra Tcoiana> cosi afi*cr-
                                 predetta guerra
       mando Plutarco nel
       fpcnto da i vci^tti contrari); (eoroc aopo^drono. molualtti
       Prengipi Gicci) giontochefiVit?. qucfto paefe,, hauendò
       fatto amicitia con  i SciJlaccfi , ordinò  la predetta città
       Squillace per colonia dclli Tuoi Atcncfi.Sc donane VJif-
       fe,e MncUco furono tutti in yn tempo,& Viillc haiien-
       do fitto più lunghi errori nel raare,chenou fecero gl’al
       tri Prencipi Greci (come ben riferifee Di(f^is di Creta  D,ait.
                                             Omero.
       nell ultimo libro, e riftedo afferma Omero in tutta, la
       Odifea) gionfc molto tempo doppo in quelle panid Ita-
       iia,bifogna crcderc,che non fia flato VlifTeil primo fan-
       datore della città Sq^iiillacc i mà  fi deuc credere, che la
       detta città fia fiata molto piu auanti fabricafa, & che
       quella Tua fondarione babbi liauiito- origine da gli Au-
       (bnijjoucro da gli Enotrij • Crebbe tanta n,clla nobiltà^
       potenza , bellezza, e ricchezze quella citta, che venuta
       in grande amicicia col popolo Rottnano fn eletta per Co-
       lonia principalilfima di qucllo,cdiciò nefa fede Vclleio-  VeUeiofmtncol»
       Patcrcola nel primo- libro. Del fito di quella citta»c dclr
       la fila antica bellezza non po0b fire più bella dilcrit,-
       lione» di quella che fa Caflìodpjco cittadino di Squilla^
       ce,nel duodecimo libro delle file epiftple, ilquale nclPe-
       pillola che fcjriue à MaiUmo Prcpofico,,loda mirabilmen-
       te la detta città, c tutto il circonuicino paefe, douc cosi
       comincia. Scyllaceum prima vrbitm Brettiorum^ quani Troia  LodidelLt CittÀ
       dtfltuBot ylijjes cìrditur condidijjejrrationabiliter diciturpra-  SquilUce.
       fitmentium rùmietate voxari ,, qaod. nobis prafidentibn^ non
       eportuiffet q[[utni\,quia. lefiones. tinta co^imur. plus dolerty, dum
       paniotica nos probetur affèHione contingete, c doppo fegue
       molto minatamente fcriuendovtutio ciò- che nella citta.
       Squillacc fi. ritroua , le cui fcguenii parole intieramente
       porto nella lingua voIgaic,j(ì per non llaucar Panimo del
       lettore,con la molta latinità, come anco per poter efferc-
       cU. tutti £icilmeaicinicib,regqc donque egli nclPcpillo-
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