Page 280 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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SECONDO.         141
      'ftiamo foggetti à queAe pallìoni.che dal nubiio riccuia«
      ino trìflczza , e dalia ferenicà allegrezza, e le medelìme
     - pallìoni nceuc la fodanza deila nodra celedc anima  . Si  Tìiferitùitt» Jet
      • prende anchora molto piacere, e fpadb queda città, nel-  UfipinMdtCMf
      l'abbondanza delle dclicie del mate, quali per po'cr più
                                 ’Vicsm» di ShImì
                         i chioilri di Nec
     - commodamente godcrc,habbiamo facto
                                 //.
      tuno aflai vicini, perche lì dilettiamo d’habitare à canto
      aH’acque*, e perciò Torto le falde dei monte Mofeio (ha^
      uendo prima incauare le vifeere de’ fallì) habbiamo fitto
      fcorrcrc per li dentro Tacque del fonte Nereoidouc mol
     . titudinegrandillìma de pelci,checon libera cateiuità van
      no gìuocando col dilettare Tanimo , e con la marautglia
     i porge à riguardanti piacere. Corrono dilìderolì,& auidi
      nelle mani de gli huomini, pcrch'inanzi ch’lieno farci
     I cica di coloro, ticeuono dalle mani di quelli delll il cibo.
      Pafee Thuomo con quedi le Tue deiitie, e mentre lia po-
      tedà di prendere quelli in quanta copia le piace, moltif-
      iìme volte accade,che laici quanti n’ha prelì. Nalce an-
      chora à gli huomini che danno nella città vn Ipeccacolo
      di maraueglia bellillìma, perche de lei lì veggono d’o-
      gn’intorno TabbOndantidìme vindemic, c’I molto batec
      del grano, che lì fa nelTare, c la prolpctnua bellillìma
      delle verdi oliue, ne hà bifogno perlbna alcuna di giar-
      dini, ò campì, per darli piacere, l'crchcd.illa città com-
      modamentc lì vede ogni colà. Mora perche quella città
      non ha muri intorno,àchi la riguarda pardi vedere vna
     città campedre , & vna villa vinana  , perch'c mezza tra
      città e villa. Ma è dotata d’ugni lode, pcrchequanti fo-
      radicri quiui conuengono, tanto fono allettati dall’ame-
     nità del pac-lc, che per fuggite  i grani alTannidelle fati-
     che nelle loro patrie, donano molto trauaglìo à cittadi-
     tii con circrc da coloro nodriti à proprie Ipefe. Ma ac-
     ciò che l’amenità, c fama della città non gli dia più todo
     nocumento ch'utile, le cofe del mangiare, e del bere Ib-
     no datepodc in publicoprczzo,conceucndori Iblamentc
     *à Prefidenti, che per tre giorni facelleio la fpefa del ma-
     gnare,c bere in franco, peiche quelli à qualiappartienc
                        i
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