Page 313 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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LIBRO
             (eia, come fé Coffe vn fanciullo, in fegoo ch’haueua elfa
             partorito vn figlinolo. Se afcoflolo dagl'occhi di Sacur>
             no, acciò lui non l'uccida fccondo’l patto determinato
             tra Saturno, e Titano Tuo fratello, come dà noi s'à detto
             nel primo libro per teftimonianza di Lattantio Fermia-
             no afferma’l predetto Paufania nei medefimo libro, che
             Praflltcle bà fatto la ftatua di Giunone gìouanetra feoU
             ptta in pietra detta Pentclefia. e la (latua di Cupidine
             dcll’ifteifa pietra.Hà fattoanchota PcaiEtele’i commetv*
             to di Frinc, del quale v‘è openione appreflb Plinio, che
             confillcua in due imagini, l’una delle quali dimoflraua
             vna matrona piangente, & vn'altta che moflraua vna
             Rierctnce allegra , Se in mezzo di loto (lana l’imaginc
             dell’amore,cioè, la (tatua di Cupidine. Mà Piflcffo Cu-
             pidinccol predetto commento é flato da Gaio Impera-
             tore tolto da T efpe , e trafportato in Roma , Se indi nei
             tempo di Claudio imperatore fìi rimandato in Tefpe»
             ma quando doppo cominciò regnare Nerone, quel ch'i
             predetti Imperatori haueano conferuato, egli con la Tua
             (olita crudeltà ripigliò, e tutta l’opra diede al fuoco  .Hà
             farlo anco PrafUtclevn’altrocomroenteidiJFrineiilquale
             non haueua in mczzo'le due, donne Piraagme di Cupi-
             dincjcome haueua’i commento predetto,mà L’imagine di
             Venere. Hà fatto Praffitele la flatua d’Efculapio, e ncl-
             factempiaiuredel portico della città di Tebe hà fcolpico
             la maggior parte delle fatiche d’Èrcole, Se hà facto vna
             imagincgrandilSma di pietra pcntelcda, & vna flatua
             d’un huomo ignudo della medcfimii pietra. Et hà fatto,
             la (lama di Ntobe appreflb  i Greci molto lodata, per
             quale fu fatto d’A ufonio Poeta quefto veifb.
              yiuebamj filmfaSìafiUxjqiije deinde polita^
               Traxitelk manibM viuoinrjm'l{iobe.  . •/_%
             I
              ^fddidit artificis manm onmiay fed fmefenfu»  ,
               Hanc ego cttm l^efi numina non habui
             atWe quali paroIc,dimoflra Aufbnio, che la morta ima-
             grne era affai conforme alla viua perfona. Hà fatto la fla-
             tùa di Cupidine di tanta bellezza, Ua’uo gioainecio di
              »      ‘             Rodo
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