Page 419 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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o:i     .n   r. b; r. or     -  J
                 Wt armttrret JT ìdqi ab b'omìne aatto tiùn effe. ncgteSffià; haqUe
                 tx eùaùro quod extèrtbva'um tffttybacMlam mrajit facicndam^
        ftutdrct.
                 & eamìn ^umma columna coUocajJry anzi Pinc.%£Co di‘cc>ch*«>’
                 Aiirìibalc in hpnor della Dea ha fatto fabiicarc vn poti)*
                 .polo arco. T.Liub nel decimo libro de bello punico rac
                 conta vngraiic delitto d'Ambalc in quehotcmpioi cioè^
                 thè mciuic egl’ero in.qucite parti d’Italia, molte perfb-
                 nc di quello paefe da buona volomà congiunti feep ió
                 amicitia gl’h^ueuano proniellb iegtiitarlo inlinoalli pae>«
                 fì-d cipAfrica, quando egli dpppo deliberò partirli d’ica-*
                    vccife tutti coloro nel tèmpio di Giunone Lacinia ;
                 nel quale tempio edificò vn altare alla Dea Lacinia (dice
                 *1 predetto aurore ncll’ottauo libro de bello punico) con
                 rn gran titolo di foura , nel quale fcriifc in lettere puni-
                 che, greche tutte le cofe da fé fatte. Solcua fai li per ogni
                    c
                 anno  ( dice Liuto) in quello tcnipio vna fplenne feCtiuf
                 (à chiamata in lingua greca Pancgyns,che vuol dire vili-
                 uerfale conuento, perche conueniuano da tutte le parti
                 d’Italia con grandilllma riucrcnz.i grhuomini ad honora
                 cela Dea Lacinia Da quello promontorio inlìno allacit*
                 rà Crotone tra l'arene del lido del mare nafeono acque
                 dolci in quel modo, che  fi vedono in Reggio, In quello
                 promontorio Lacinie, e nel conuicino paele nafeono. fpoo
                 rancamente cedri, c luniperi y à rimpetto del piomonto><
        PUhw^    no Laciniofa mcntionc Plinio d’vna llbletta in mafe ri-
                 nrmta^da terra per ifpatiodi dieci miglia chiamata Dioico
                  ce , e l’altra CalilFo , e tee altre più picciole chiamate
                  Sirenuffe ,
                  Siàefcrimno alcune altri habìtationii e luoghi y cominciando
                                           Cap. XX
                      dali'lfola infmoal monte CUbano .  .
                  P    AlIàio’l promontorio Lacinio^ n’incontra vn»
                       Citfà Vcfcoualc chiamata Tllbla , della quale
        i/iU-          pochìOima mentione fi fà ncIPantichr fcritiurca.
        lPmrrÌ9,
                       fole che *1 Barrio dice, che Giouarmi Ioachino
                  Abbate volendo noinLnarc’i Vefeouo di quella Città, in
                            • —                  luogo
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