Page 421 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 421

Ct/frrl  mata Cutro popolofa, e nobile , molto abboàclante ocT
                 pafcoli, e frumenti Quindi partendoci per alquanta di^
                              .
                 danza incontramo*! fiume Nero, del quarhabbiamo fàc<*
                 to ricordo di (cura, ma perche la natura de* fiumi è cKc
                 vadano ferpendo per diuerfi luoghi^ forza è ch'elTendofi
                 fatta mcntione del luogo, douc entrain mare^adefio
                 ch’entriamo nel paefe mediterraneo, doue fpeflb n’incon  .
                 tra, facciamo anco ricordo della ferpitura del fuo cqrlb, e
                 tanto più, che vediamo nc* Ìuoi conuicini luoghi alcune
                 habitationi, come appare, che tra Cutro,. e’I fiumc Ncto
       Nefi,     Occorre vn cafiello dal nome del fiume chiamata Nero :
       Forche di  i  doue fi veggono le rocche, dalle quali hoggidl fi caua’i  '
       liete.
                 {àie bianchillìmo , del quale ne condimenti altro non
                 s’ulà in quedi paefi conuicini, c nel fuo territorio (bna
       e^/idì di Heie*>  quedi Calali, S.Mauro,' S Giouanni, e Scaualio . Den^
                 tro’l paefe mediterraneo per alquanta didanza dal fiume
                 Neto,lontano dal mare per ilpatio di tccdeciò quattor^
                 dici miglia in circa.occoti^e vna città aniic.hillima pef no
       S.SeueriuM,  me Siberina,ma hoggi volgarmente è chiamata S.Seuc<*
       Stefine,  tina,laquale (dice Stefano Bizantio) edere data edifica-'"
                 ta dagl’Enotrij; dà in luogo alto, Ibiira vn fadb,,circQn«
                                                       '
                 data intorno da profondi precipitijsper lo ch’è data qua-
                 fi fortezza inefpugnabilc. £ fede Arciuelcoualc nobiliti
                 fima, e nella Chiefa catcdrale fi riferba con grandifiime
                 riuerenza’l braccio di S.Anadafia. Delle cole antiche di
                 queda città infino ad hoggi, altra memoria non habbia-t
                 mo folo ch’cdcndo ella nobilifiìraa, niente minore ali’al*^
                tre città di Calabria, in edà fi dampauano diuerfe. mone-
       Guidone,  te j imperò che fecondo che rifcTifce G^aidono nel terzo
       Monete diSibe»
                libro,le monete Siberine erano di querfe figure: Alcuna^
      finn.
                volta nella moneta daua fcolpita dairuna parte Dian^
                colla faretra,e dall’altra parte vn ceruo j onero dail’una
                parte Diana , c HaU’alira vn arco, & vna faretra, ò puro*
         \
        )       dall’una parte Diana e daU’ajcra Ippolito fuo amante,-
                onero dail’una parte Diana, e daH’aiira Atalnnta gìoui-
                netta d*Arcadia inchinata in terra, per pigliare vìi pomo,
       ^
                d’oro. In altre monete fcolpiuanpi Sibenni dail’una par ;
   416   417   418   419   420   421   422   423   424   425   426