Page 424 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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      dalli Carraginelì adcduta', c doppo rhaoere per multo
      tempo fatta rcdftcnzaàgl’affanni datili delli nemici,noa
      potendo al line per lo mancamento delle cole neceUarie
      alla vita Humana refìflere,  i Petclint difcaociarono. fuori
      dèlia’ città tutte le perfone inutili alla battaglia, colaci
      £tnciullt, gli vecchi, e le donne, & cglino-doppo faauevè
      filagna to tatto quel poco di cibo, che nella città fi riiró»
      aatia,al fine cominciarono mangiare pelli d'animali ba^
      gniateneli'acqua,e cotte al fuoco,e fiondi d'alberi; Se in
      quello modo Iblfrirono per vndici meli vn ciudelillimo
      aircdio-,al fine è fiata prclà la città dagl' Afi:icani,non tan
      co per la forza dei foldari, quanto per 1‘irreparaBil fame:
      Della cui rouina ragionando. X.Liuio nel terzo libro
                                 T. Limìf.
      de Beilo Punico, racconta la predetta hiftoria in quello
      modo,ch’eircndoli Petelini congiunti in firettillìtnaami>
      citia col popolo Romano; non tanto furono aggrauati
      dalli foldati Cartaginefi, liquali gl’occuparono tutto'l
      conuicino paefe,quanK> fono fiati maltrattati dalli Breta
      ti) ftdlìfliqualits’ereDo'congiunti colPelfercito Africano;
      £ perche jnbApatgaano rellllerealla l'upcrba qualità di
      coloro: mandarono gf Ainbalciatori in Roma per diman-
      dare aiuto dal Senato Ramano per foficntamento della
      loro città: doue giunti gl'Arobalciatori, cominciarono
      con abondantillime lachtime, c con humililfimi prie-
     ghi dimandare dal Senato Romano aiuto, alli quali rU
     ^afe’i Senato, ch’in quello tempo non potcuano dargli  A
     ioccorfo alcuno; ma che da loro fielfi s'ingegna fiero man
     tenerli, forti t laqnal cofaefi'endo dagrAmbafeiatori in-
     tclà, rollo prorompecono in tal pianto, che fiando nel-  •  '  t:
     i’an riporto della cuna, mofiero à grandjllìroa compaia
     fione ruttigli padri della città Romana, & iiifieme tuc-
     t^o’l popolo: li quali volendo in alcun modo.i Roma-
     ni conlolare, fi confiiliarono con Marco Emilio Preio-
     ze., & hauendo molto ben riguardato quel , cb’in tal
     punto’l Senato Romano poteua dargli 'd'aiuiov gl’è
     flato anco rirpollo, che per allhoraà.gl’amici di sMungo
     paefe, non  fi poccua dare aiuto alcuno; ma che  fi foc-^
       >  .           H h h  zaficiQ
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