Page 501 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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              t        li      o
             d'Antioco chiama tutto quello golfo di mace>che fi ften
             de dalla predetta città ialino al capo di Vaticano, mare
             Nepetinoj Uà ella fiibricata foura'l mare,& in alcun luo-
             go e sbattuta daironde*,'lcallcllo è fortezza quali mefpa
             gnabile, per cagione del quale hanno potuto. i cittadmi
             mantenerli forti nel tempoych’i Francefi occuparono*!
             Regno,contro delloRè Ferrando figliuolo dello Rè Al-
             fonlo d*Aragona: Si chedimollraroaoallhora gl’Aman-
             «coti con elbrelfi effetti la fedeltà dciranimo » ch’hau>
             nano verfo lo Rd Ferrando; perloche ragion euolmente
             à quella città fegli dona lode nelle croniche del Regn»
             £ lo Rè Ferrando concedè alla predetta città molti pri-
             tiileggij. Se in particolare, che goda quelli priuileggij»
             che gode la citta Lipari. In conferroatione nella fedeltà
             dell'Anuntea verlb lo Rè Ferrando  fi conferua nell’i-
             fteffaciuà vna lettera delpredetto Rè tanto pietofa; tc
             amoreuole, che non dimollra lo Rè in quella trattar»
             l’Amaneeoti da valTalIi, raà da carilCmi rratelli, ò figli;
             giquale lettera fff originata da vn generofilEmo atto de
            gl'Amanteoti verlb lo Rè degno d’eterna memoria per
             tutti gli fecoli : Ch’effcndo lo Rè Ferrando ridotto nel-
                                        .
            rilbla d’Ifca,come difeacciato, e priuo del Regno per la
            venata di Carlo di Francia, llando in quelle ellremc tri-
            holationi, & affanni da ninna città del Regno.è ftato rt-
            uerito,lblo che dall* Amantea,doueritrouandofi in quei-
            l’anno findico Cola Baldachino huomo di molta pru-
            dcnza,e virtù poco curando delli pericolofi incorC,che
            poteuano fuccedergli per viaggio, armò vo vaffellQ di
            mare,e quello caricò di diuerle gentilezze come firutti ,  .
            & altre cofefimili,& andò co’l delicato dono à dimollra
                                        ^
            re la robulla fideltà deU’animo, ch’egli, è tutta la città
            teneua verlb lo Rè: Si ch'ammirato Ferrando d’un tanto
            amore per fermo credè, che la fedeltà deU’Aroantea do-
            ueua eiiere principio delle fue vittorie,e di racquillarfi’i
            Regno, come già fi dimollrò doppo,cogreffetti : E per .
            ciò Ferrando oltre l’hauere ferìtto à gl’Amanteoti <ml-
            cifllmamcnte,gli concedè» ch’in legno delia loro fedeici
                                  potèt
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