Page 506 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 506

Q^V'A R T O.    254
      |>ermectere,che (ì laui nel facro fonte del batte/imo inan>
      ki’l tempo di fette anni, e dette quelle parole fparne-;
      doppo cne fìi nato’l figliuolo, e la donna raccontò la vi»
      Itone al Tuo marito , s’afpettaua’l tempo determinato da
      poterli battezzare; de allnora che‘l fanciullo nacque an~
      dò’l padre Mauro in vna chiefiola dedicata à S. Michele
      Arcangiolo (la quale non era molto lontana dalla Tua ca-
      fa) per rendere gratie a Dio, e gli pareua vedere sù Tal*
      care di quella Chiefa vn fanciullo,’! cui capo toccaua Tal
      tezza del tempio , e d’intorno gli (laua vn choro d' An*
      gioii velliti con vellimenta bianche, e cantauano ad alta
      vocequcfto verfo. TuernatMSefl nobis alleluia,& fiUus da-
      tus efi nobis alleluia; E ciò non fufenza maraueglia,& al-
      legrezza nel cuore di Maliro,e ritornato i cafa llaua con
      gtandillima afpettatione del fuo figliuolo  . PalTati che
      furono i fette anni, determinò’! padre ’l giorno, nel qua-
      le li doueua’l fanciullo battezare, ma in quel medeumò
      tempo cominciò la madre Gemma grauemente infermar
     lì, e per lagrauczza deirinfermità mutata l’tina vita col
     l’altra fi partì dall’altre donne; tal che per la morte di
     Gemma fi prolongò’l battefimo per tre altri anni, e non
     fii battczato’l figliuolo infino alli dieci anni della fax
     età. Ma da quando egli hebbeconofeenza delle cofe hu-
     mane infino al (Juartodecimo anno attefe ad imparare
     grammatica,ben ch’altri dicono, dal decimo anno infino
     alquartodecimohauer egli imparato la predetta feienza:
     non molto tempo corfe doppo, che’l giouinetto Giouan-
     ni Ioachino per voto di religione andò in lenifalemme,
     e per lo camino efiendofi incontrato con alcuni poueri
     à fuefpefe quelli nodrìpertutto’l viaggio,& egli fi veflì
     dell’habito monacale bianco, ma molto afpro;c d’allhora
     in poi ritrouandofi nella Terra Santa cominciò feguire
     la vita raonaftica: per migliore eficrcitio della quale cC-
     fendo entrato in alcuni luoghi deferti, & vn giorno ritro
     uandofi afHitto da vna ardentifilma fete, imaginandofi
     che per quella doucua morire hà fatto vna folla, e fi co-
     perfe d'arena,acciò che morto,rimaQendo fenza fepoltu-
                        Sff  a  ra
   501   502   503   504   505   506   507   508   509   510   511