Page 502 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     potelTerò face la corona foora l’arme della cittì, e che
     ninno Rè potertc vendere, ò dare la predetta città, che  i
     ftia fotto altro valfallaggiojfolo che fotto’l dominio Rea-
     le;es’alcuno Rè pretendefTe vendcrla,ò darla,che gl’ A-
     manteoti  li pollino difèndere coll’arme fenza incorrerò
     in pena di ribellione; e molti altri ptiuiicgcij gode la det-
     ta città, dé* quali non giudico necelTario nrne luogo di-
     fcorfo: quelli foli hò oominaro,acciò fi conofca la Fedel-
     tà della città : Et in ciò non voglio, ch’i Signori Aman-
     teotimi ringratijno,pctchc’l debito mio è di fcriucre,mi
     debbo io ringratiare loro,che m’hanno dato notitia delle
     • predette cole , come già autenticamente appareno nelltè
     propria forma deirorìginali,che fi conferuano nella det-
     ca città. Quiui Borirono huomini d’illu lire memoria ho-
     norati con lupremì vfHtij nella corte reale di Napoli . E
     (lata r Amantea fede VcfcouaIe,neIla quale vifTe’l beato’ B.rt/ie Vefìtu»
     loFue Vefeouo fèpolto nel monafterio del noflro ordine
     fbtto’l titolo di S. Bernardino: Mà nel tempo dell’uniuer
     fall rouine di Calabria fatte da Saraceni , è fiata la fede
     Vefcouale di quella città aggregata alla Catredale di
     Tropea. Nel monaflerio di S. Bernardino predetto fi ri-
     pofa anchora’l corpo del beato Antonio Scocetto mo-
     naco del noflroordine dà minori. Produce quello tetri-
     torio in abbondanza frutti diuerfi  ; nafeono Fpouranea-'^
     'mente i cappati, e fi fà abbondantilTimooglio ; ne’ colli
     alla città conuicini nafee la lunaria,ela fcorpionera,ch’è
     vna fpetie d’aconito. Si ritroua quiui vn caFale detto S.
     Pietro. Nel conuicino della città difcorre’l fiume Caro-
     cadrò. Lontano dall’Amantea per ifpatiofbrfcd’un mi-  *
     glio incontrano doi (cogli nel mare à rìmpetto del pro-
     montorio Verre j roa’l detto promontorio anticamente pnwMttih
     età chiamato Lino/tncànto’l quale difcorre’l fiume V cr-
     re» del promontorio Lino,e del promontorio Tilcfio det-
     tO^icapodi Cotica cosi parla LicofronC nella Caflandra,
        AMlor </'fe Xf  TU^HO-fovg »
        AÌrou 6' «A*<rfiÌKrei9 c^egcciecy «K^xy •
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