Page 507 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 507

. L  1  B  R O
            j’a non fblTc deuorato dalle fìcrc. Mentre in quella arene
             Aaua contemplando Tintelligcnza della ferittura facra,è
            ilato dal Ibnno rapito ;& ecco gli patena vedere vnfiu«
             me d’oglio (correre, & incanto'l fiume (lare vn huomo
            in piedi, che gli diceua} bcui di quefio fiume quanto po»
            arai bere,e gli parena,che beuede di quel fiume in -piolta
            fatietà . elTcndofi duppo dal fonno fucgliato , fubito gli
            fu manifefiata tutta l'intelligenza della ferittura (aera.
             Doppo ed'endofi auuicinato’l tempo della qiiarefima ,
            a(cc(enel monte Tabor,(bura’l quale fi trasfigurò Chri-
             llo nofiro Signore, e dentro vna vecchia cidcrna chiufo
             trapafiò rutta la quarefima in vigilie, orationi, digiuni,
             hìnni,e falmii finitala quarefima, gionto che fu’l giorno
             di Palca , prima che (l tacelTe il dì della Domenica nella
             luedefima notte della refurrettiooe del Signore gl’appai
             ne vn grandidìmo fplendore,& vna mirabile chiarezza.
             Se anco c (lato cosi dalla diuinitàcelede ifpi[ato,& adoE
             nato,che tuttala concordia dell’uno.c l’altro tedamen-
             co inrendeua, e gli furono fciolte , e palefi tutte le di(fi«
             cultà di quelli  ; per laqual cofa dall'intutto  fi diede alle
             dìuine lettioni, & allhora cominciò (criucie tre opre»
            cioè, la concordia d'amendui gli tedamenti, vecchio, e
            nouo} l'ilpoGtione dcirApocalide di S. Giouanoi, & il
            ialterio decacordo. Doppo partito da Icrufalemmc tra^
            pafsòin Sicilia, doue elTendofi chiufo deouo vna fpclotk*
            ca, molto atteodcua airotationi, e digiuni, c nel digiuno
            quedi giorni olTeruaua, cioè,’l Mercordi,’! Venerdì, c’I
             Sahbatodì, ne* quali giorni non gudaua colà alcuna^dop
            po trapalsò in quede patti di Calabria, 6c ordinato nc
            gl'ordini (acri è dato eletto Abbate del monadcrio di
             Corazzo; c mentre in queda prelatura viuca, maicelTa*
             ua nella fua vita d'adàticarfi, percb’ò veramente oraua %
             o piangeua, ò fcriucua -y e così fpclTo foleua pernottate,
             intanto che mai donaua requie al fuo corpo; faceua ora»
             sioui colle ginochia piegate in terra, colle mani, c gli oc-
             chi alzaci in ciclo,colla fàccia allegra, quali modrando va
             volto Ang^co^eragìonauacomes'hauclTc Chriftoncl?
                                    Tota-
   502   503   504   505   506   507   508   509   510   511   512