Page 524 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     tutù la tiaiera) con Greci, e Saraceni fece vn gran fatto
      d’arme ncU’anno del Signore , 985 . gli Romani , e gli
      Beneuentani, non che combattelTero,ma fuggirono inan
      ci chegiungelTcro alla battaglia, abbandonandole ban-
      diere, talmente che relTerciro d’Otonefìl rotto, e quali
      airvltimò efterminio tutti morti con tanto danno, 8c ab-
      battimento di tutta Italia, chefei Greci hauelTero fapu-
      co vfare la vittoria,facil cofa lor farebbe Hata àllbora fog
      giogare Roma,c tutta Italia . Otone lì pofe in fuga ver-
                                 XÌnio,Hclle rìmit
      10 la marina, e volendo faluarfi notando, fu preio inco-
                                 rttU Cofemt^
      gnito da marinari Greci  -, pur elfendo ftato ricotiofeiuto
      da vn mercadante Schiauone , fecretameote hà fitto in-
      cendere la fua cattura aH’lmperatrice , & à Theodorico
      Vefcouo Metenfe, iqnali erano in Rollano ad afpettare'l
      fine della battaglia*, con grandillìma difficoltà fcappò
      Otone la mano di coloro, imperò che ftando occupati i
      marinari à volere vn gran dinaro, ch’era fiato portato
      )er effigenza, egli rollo afcelo lòura vn cauallo  lì tolfe
      5oro inanzi. Se entrato in vna barchetta per fuggire in
      Sicilia, fìi prefo da Corfari, e condotto ncH’Ifola, doue
      riconolciuto da Siciliani, con gran fatica,e con promella
      d’un.1 gran fomma di danari è flato da loro liberato, e
      condotto in Roma. Vn’altro Re d’ Africa, che non lun-
      go tempo doppo hauea occupata grandillìma parte di
      Calabria con  i Tuoi Mori , mentre hauea pollo in ordine
      l’clTercito, e fiauaper combattere la città Cofenza, pcr-
      collo dai Cielo con vn lampo roilèramente finì la vira.
      Quando doppo  i Normandi cominciarono farli grandi
      nel dominio, volendo Roberto Ibggiogare quelle pro-
      uintie del Regno andando in Reggio fortificò pervia
                                  CofinKA fòtttpi
      S.Marco città di Calabria, della quale ragìonaremo ap- Hm à Roiertt
      prclTo, e caroinando più inanzi fermato’l campo al fiu-  Cmifinrit,
      me Moccato apprellb l’acque calde foggiogò la città Co
      fenza, cMartirano; doppo andò à Squiliace, Se indi per
      la via del mare lì pofe neH’alTedio in Reggio, e mentre
      iui diraoraua hebbe per accordo Nicafiro, la Man tea, la
     * Scalca, c molte altre terre, fin che coropl’lfuo difegno,
                      '      come
                                 I
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