Page 549 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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LIBRO
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iìmtr*\ dell’oro fiiiimme : di quella Città parla Omèto nel pm ^
tno deirvliflea in perfora di Minerua confultante Te*
lemaco,come habbiamo detto,doue ragionauamò del prò
Ouìii»
inontorio Scorcingo , ne ragiona Ouidio in diuerfe Tue
opre, e Licofrone nella Callàndra, doue dice , che Me*
nelao apprefentb à Minerua vna tazza d'oro teuielìno »
come habbiamo detto nel terzo libro, mentre ragionando
del promontorio Stortingo hauemo portato quelli vetiì«
Et dona dicabit virgini predatrici ,
Temefeum pocidum, & bouinum Ctypeum •
£ (lata quella Città edificata dagl’Aufonij per quanto
StrithiKu»
tiferifcc Strabene nel fedo libro, doppo è (lata podedu*
^
ca dalli compagni di Toantc d’Etolo, liquali furono dal*
li Brettij dilcacciati > Vicino à queda Città fi ritrouaui
’l tempio di Polite compagno d’VlifTe , ch’è dato dalli
Temfìoa Pili- Temefini vccifo perhauere dilprato quella donna vergi-
UfiuTcm^th
ne, della quale parlauamo nel fecondo libro, la cui hido
ria dà apieno raccontata ncgl'atti d’Eutimo Locrefe: cC-
fendo doppoqueda Città polTcduta dalli Locrefì , Euri*
mofcacciò Tdemonio , che prenderà in ogn’ anno vna
vergine offerta perplacatione deirvccifo Pulire; ddche
SttéAtntj i ne parla Straboneoitre’l tedimonìo di Paufania in que-
llo modo : Lao prima vrbs BreSiorum tempfd , tfuatH
tAkfonifcondiderunt , no^irp auttrrt ataiis homines Tempfatit
tùam vocitantì poHiìloi eam habuerunt ThoantUcomitts Eto^
Ut quot decere Brettij prope TetHpfamfacellum efìy oleaiìris cit
eumfeptum, Toliu ylisfisfocio dicatum,quembarbarorum fraU
de trucidatunty graues excitaff.- iras tradtmt , adeoque extare
prouerbium : heroem Temefe ingruere (ibi dicat nemó. tocren-
fibua autem :(epbirijt ipfa vrbe potitù , Eutinuan fabulantut
pugilemy poH quam ad eum defcendijfet , vidorem euafiffe pu-
gna f atque vt fimthnos ab eo tributo abfoluere eòegiffe : doue
anco Strabene fa ricordo del fiume Lao, che fparte que
da prouintia dalla Lucania , e dice, ch’appredó'l fiume
Lao la prima città, ch'occorre è Tempfa, cioè , Temefà«
che già appreffo diuerfi autori hor à chiamata Tempfa«'
& hor Teme^ mi'l proprio vfaco nome era Tcmcfa ; e
' *
non

