Page 547 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 547

' LIBRO
             ;
            ?n giro, Se hor fì (lririgon'o,5r bor s'allaigano,e ballab<Icl|
            tutti cantano nella loco lingua Alband'ca. RaiTomigit^
            quella lingua alla lingua Morerca,Perlìca,& ArabKa,8c
            haueno molto al raro mcTcolati alcuni vocaboli greci •
            Eglino mai habicano in paelè piano,ma Iblo détro le món
            ta^ne,ebofchi,e nó fabneano cafe,acciò nó Ulano Ibggct
            ti a Baront,.DuchivPreneipi,& altri Signori. £ fc per lot-
            te nel cerritorio doue habitano il'Signore voleiTc alquàio
            lor maltcattare, eglino donano fuoco allicugutij, & van
            noadbabiiare nel tetritorio d’altro Signore. Tutti elTer-
            ciiano l'arte di colciuare le campagne, & hauere cura de
            Igreggi,^ armenci,etra loro non lì troua huomonobilcr
            mà tutti fanno vita vguale*, niunoimpara lettere, eccei->
            co colui che vnole faclì caloiero, & alcun altro molto ta
            ro  . Fanno gl'vfiìti; della Chiela fecondo l’vlb della lo^
            ro lingua, laqual'è molto differente dall^vfo latino, e gre
            CD*, haueno anchora molte altre vlànze  , lequal’io per
            brcuiià non racconto; di quelli popoli non lì.jttoua fic-r
            dolo numero , perche li come nel teriitorio della repu-
            blica Reggina habitano alfailllmi Greci, coli nel termo**
            rio tlellarcpublica Crotoncfe,c Turina fcnzacompara-
            tione alcuna in piti gran numero habitano quelli popoli
            Albancfi. In quelli conuicini luoghi del Citraro nafee
            rpontaneamente la vitice , e li ritroua’l gelTo. Nel paefe.
            dentro terra n'incontra vn Callello detto Faggiano, in-^
            canto’l quale difcorre'l fiume Calabrice , che li mefcola
            còl fiume Sibarì; quini fono amenillime Iclue atte ado*
            gni caccia, etantopiù  , ch’inclTe  li genera perfettiOimo
                li rrouano in quello territorio le pietre frigie, e na
            vifeo ;
            fconofpontancamentc i fragoli. Appreflo incontra l’an
            tira Città Argentano, laquale (dice ’r.Liuio)ritornò col
            l'alcre Città Bretiie airamiciiia, e fedeltà del popolo Ro
      3. Jtt<trr0 .  mano ; hoggila predetta Città à chiamata S.Marco,ncl-
     3. SenttftrCJ »
            la cui' Chicfa cathedrale fi ri{ ofàno i corpi di quattro glo
     S. VHttorej .
     S, Cmfìtdw*, e  rioli martiri di Dio, cittadini della ftelTa terra,cioè. San-
      S.
            to Scnatolc, S. Viatore, S Calliodoro,e S- Dominata lo-
      m dt 5% Monr»  to madie; di queftì fi  ^  ricordo ad martirologio di Car
   542   543   544   545   546   547   548   549   550   551   552