Page 553 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                    LIBRO
             efTerein Lucania. Da qucftocaftcllo v’è fama effere (la-
      9. DAnìelemdr-  to nariuo cittadino S. Daniele Martire monaco del no-
      ttre , dd ScImc- Aro ordine de* minori,del quale ne ragionarerao piu di-
      drrt.
             Aintamente nella difcnttionc di C a Aroiiil lare, fono lo-
             dati di quello paefei vini,egl’ógli,lfichi,e’l bambaggio,
             quUii fi fai anctiora perfcttUlirao zuccharo Appiedo in-
             contra vn .antico monadeiio dcirordinc di S. Badilo,
      B. Ciridt» Ma~  nella cui Chiefa  fi ripofa’l corpo del beato Ciriaco mo-
      Itdlg .
             naco deiriAcdb ordine, e poco lontano incontra vn’altto
      Bomkécin» >  cartello chiamato Bombicino, doue fi produce perfettif-
             fimo zuccharo. Indi n’occorre di vedere vn cartello det-
      Cinett
             to Ginetoantichiflìmo in fc Aedo, perche flato fàbricato
             da grEnotrij,& habitatoda non picciola parte delli Fo-
      StefdMt,  cefi, per quanto ctediamoalli detti di Stefano, ma da lui
             è chiamato Ticlla,quantunquc da graltri fofl’c chiama-
             to Tieto; Tbyellti Oenotrorum vrbtt in qua pars Thocenpum
             kabitauit Nel vicino difeorre ’I fiume Gineto, che fi ira-
             lafciain mare Arepitofij, c fisnanre più d’ogni altro fiu-
             me di querte riuiere,fi ritroua in queflo territorio la mi-
             nerà del ferro,’l vitriolo, la pietra ofite, e fi fa ’l zuccha-
             ro. Doppo n’incontra l’antica città Artemifio, fabricata
             (per quanto dice Stefano) da gl’Enotrij  , quella c vna
             delle città noue, ch’eglino fiibricaronp in queAe parti
             d’Italia, doppo la venuta, che fecero dai Peloponelb in
             compagnia d’Enotro, perche gl’Enotrij (come habbiamo
             detto) altre città edificarono noue, & altre edificare da
             gl’Aulònij hanno filtro loro colonie; hoggi è chiamata la
      9. jirdt4 er-  detta città S Agata, nelle campagne della quale nafce’l
      peti».
             fiume Ifauro , del quale hauemo parlato poco inanzi.
             Quiui nafee ’l vitriolo,firitrouano le piette frigie; fi rac-
             coglie la manna; fi ritroua la robrica fabrile;e per le frut-
             tifere feluefi fanno diuerfe caccio, d’uccelli,e fiere Dop-
             po incontra l’antica città Arianta fàbricata dalli Foceli
             (dice Stefano) tra doi fiumi, liquali hoggi fono chiamaci
             Rufa, & Acida ; la predetta terra c hoggi detta Folone
             circondata di nobilirtìme fel.ue di cartagne, e ghiande
      rtlicdfir.tU,  Qmndi partendoci n’incontra PolicalUcllo amichiOìmo»
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