Page 92 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                    LCI^B "R;:0<i
             non crediate ch’io quiuifia poftoper principia 'dcIlaivqH
             ftracattiuità  ; mà per Tcgno della vedrà libertà w dopar
             concludendo Filodraco dice. Hk ^^cadmicam DifeipUni
            fèquut»Syfapkns,libcr{{ue tuafit. fiorirono aiKO molti lUa*
             drthuoinini Reggini, come
      -'il  •             lìti. T. Cccilio.il quale nell%
      TXeetti^
             anno j io. dopo ch’in Roma .cominciarono gouern^c ì
      gtìtM»
             confoli.nclla defiaOcrà di Roma c datòcreato conlòlc.
             del quale fi fu mentione.oel Codice de SignoriLegifti;vec
             Ib il fine,douc da nocatoil Catalogo de Conibli Roma^
             ni.E Lucio Reggino è datoin Roma tribuno della plcbr
             be, del quale ne fa particolare ricordoValetio MasumOjt
      yaicrt» Mms(ì*  nel quarto l|bro. C. Aniidio» dei quale fiiite ragiona nel
      mo.
             fedo libro»delle Guerre di Francia,huqmo in armi vaio;
      C. jàmtffi$%
             rofillmiojambarctadore di C. Giulio cefarc nelle Guerre
             di Francia.e molti aluidè quali per. ja raalignità del tetn
             po,e per l’iniaria degli huoroini nel conferuare delle icr'K
             cure,hahbiamo perlò la memoria. Già che dellaCittà Reg
        \  .
             gina habbiamo detto tutte quelle poche cofe, quali ap«
        .«w»'
             predo gli antichi ferittori habbianao potuto ritrpuaiie, oc*
         .1  .  corfe dinanzi la venuta di Chrido Nodro Signor^:, rima
             se hor di vedere le cofe occorfe dopo. , .  ,
                                ,    ,  .
                            *           “
              Come la Chtd f{eggh da San "Paolo L^poUdo fi mfegtuo
                                        »
                fd,e eoauertita alla Fede di lefi ChriSìo T^oSìro
                                       .  .
                 Signorey e di primi Santi , quali peramore
             .c  *  di ebriflo Morirono in peggio , (ioi,  '
                                    ,  .],
             i  <i‘  .  Stefano y SMera y Felhiti ,
             i        Terpetuay&K^gnete.  I’
                ,                       :
                       CyAT, XX.
             .
             D    a quello luogo inanzl fa di midiero chTo>
                   ro’accinga à ragionare di cofe quali neU’altr»
                   mie prime hidorie
                            , oer mancamento dello
                   fcritturc,taccuo, che le benedeiridede hoat
             quanto coc^to; nondimeno fi può dir tacere, il non am»
             piamente dichiarare. Si cheio quedoiuogo fi £i atniifa-
             to il Lettore , che legga ^tentameate quanto fi dirà im
                                   quclU
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