Page 89 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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POR"X"MTO! 45
tua «Tvn’altro valoroHilìniohuomo chiamato L'eoDti^co.
Dice anco Varrone, nel primo libro della lingua latina >
^he-qucllo Pittagora fece in Taranto vna ttacua molto' y^rrtne.
coréggia di bronzo, la qual era figura delToro trafporta-
*ce E-uropa figliuola del Rè Egenorc,da Fenicia. A neo di
^e Panfania nelli Fociaciychelo fleflb Pittagora fece nel-
Pttmfinia
l’olimpia la flatua di Protalao Mantineo.lottatore,ilqua
lenello (leccato vinfe giouenecti della fcrima. dice Pli-
i
nio nel preallegato libro,che Pittagora Reggino vifTcnel Piini* .
l’olimpiade fettatrtefima fettiroa,circa glianni deU’edifica
tionedi Roma trecento e fedecUNacque nella Città , di
Reggio,éc in lei pilTolblco Pt>cu< Lirico , Hillorico,
ma nel(a mufica huomo molto celebre, figli uolodt CetT
rande Reggino, di doftui Scendo alquanto ricordo i(à- fu*! Ltkrt,
tfut».
ciò Tzetza nella CàfTandra di Licofrone, dice ch’è (lato
At*nt<
vno denoui poeti Lirici di tUcta la grecia D’Ibico ragio-
nando Aeeneoncl quarto libro ,dice ch'ha fermo (èlfan
ta libri in uerfò, e ch’egli è'fiato il primo eh’ ha ritcoua-
co quello (Iramento ttiangolak’c di fono , ilquale fi ibna
con linguette di rame battendofi per mezo. Se egli fù l'ia
Uditore della Cetra triangolare anticamente chiamata
Sambuca,quale(^ fecondo Porfirio )hà le cordi disuguali
nella lunghezza, e gro(Tezza,hoggi da noi è chiamatoHar
pa. è fiato Ibico(per quanto dice Ocerone nelle quefiio P*ffrh%
ni Tufculane,aì quatto libro) troppo.sfirenato innamora
to,le cui parole fono qUefte. Mdxtiiie veri omniumflagrafst
CittTtntj.
umore V^he^num ibicum'. apparetexfirìftUtde i^o autbof £)
pipammatum ita fcrìbit» •> <
:
I{hegÌMm I^if paluflrittxtremumcano,
Semper trinaaiam guflans aquum. - i
Tropterea quod anuntem lyram , amàntem pueroft ;/
‘ ' lbicumfrondojap<^uitfubvlmo.
' Hic multa paffuStmuUam fiib fcpuUhro hederam funditt
. ^
' Et candidi olantam calami. ^
Ragiona d’Ioico Platone nel Parmenidcj, doue'con Plnnuf.
Prmeriio,
quelle parole afiegna la cagione deU’antico jprouerbió
cn* Equm,
ìbytiHa iquHt. èl cafoiè facconuto io quella rortpa. jbyci
i id Equo ‘

