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sfida organizzativa e culturale che il fare impresa rappresenta oggi, e sulla base dei
principi e dell’esperienza di cui sopra, ho sentito pertanto il desiderio di evidenziare
in questa prima parte l’importante apporto creativo che un ricercatore
… ma io vi dico che lavo- dell’eccellenza parimenti orientato ai risultati, all’apprendimento ed ai rapporti
rando esaudite una parte del umani può dare ad un sistema azienda, ponendo il focus particolare sul venditore
sogno più remoto della terra professionista agente di innovazione dotato delle capacità comunicative,
allorché quel sogno nacque, e consulenziali, di negoziazione ed imprenditoriali necessarie per “ri-mappare” il
sostenendovi con la fatica voi Cliente, nell’ottica di una logica sistemica di lungo termine, da ‘sottoscrittore
in verità state amando la d’ordini si spera a lungo’ a ‘convinto fedele beneficiario di scelte particolarmente
terra, così l’amarla sforzan-
dovi nel lavoro è entrare in qualitative’. Nel più mutevole contesto della competitività di oggigiorno si dimostra
comunione col suo più ripos- di fondamentale importanza coltivare un atteggiamento ed una pratica
to segreto […] La vita è in- intervalorizzativi che favoriscano positiva interazione sinergizzativa energetico-
vero tenebra se manca il motivazionale win-win, adattabilità, efficiente organizzazione e soprattutto in
desiderio, e ogni desiderio è primis una lettura attenta della realtà e dei principi di dinamica sistemica che ne
cieco se manca la cono- sono alla base. Con queste esperienzialità e l’attiva consapevolezza unificatrice che
scenza, e ogni conoscenza è interagendole le “accende” e sviluppa, l’attraversamento di un seppur assai agitato
vana se manca il lavoro mare di competitività diventa un’esperienza più che soddisfacente e duratura,
K. Gibran, Il Profeta (Il Lavoro) diventa un’irrinunciabile, continuo viaggio d’arricchimento personale. Questa è la
sfida che il futuro ci pone oggi; è su questa profittevole rotta di scoperta e di
“circumvalorizzazione” che i venti del cambiamento ci invitano ad orientare le vele
ed il timone della personale avventura di crescita personale e professionale.
29 settembre 1932 – Un’immagine famosa divenuta un’icona. Non si tratta di un fotomontaggio né di una posa
costruita in studio: lo scatto fu realizzato da Charles Clyde Ebbets al 69 ̊ piano del grattacielo RCA Building a
Manhattan durante la pausa pranzo di un gruppo di operai. Sotto di loro duecento metri di vuoto, senza corde di
protezione. Consuetudine per questi operai-acrobati, imbullonatori di travi, dalle mani robuste e con i nervi d’acciaio.
Per elevarsi in altezza è richiesto coraggio, umiltà, pazienza, attenzione ed un opportuno lavoro di squadra; nel
costruire grattacieli che accarezzano le nuvole così come nel protendersi verso i propri coraggiosi sogni.
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