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Un salto nell’iperspazio della creatività aziendale:

                                            il futuro non è mai stato così vicino



                                         Forti  tempeste agitano  di continuo  il  mare  dei  mercati  mettendo  a rischio  la
                                         sopravvivenza di molte imprese, il livello di complessità e di incertezza del contesto
                                         economico ha raggiunto livelli mai visti prima. La tendenza al cambiamento,
                                         accelerata dal forte impulso di nuove tecnologie e dalla globalizzazione, evidenzia
                                         quindi più che mai la  necessità  di un approccio  foresight  (‘lungimiranza’,
                                         ‘prescienza’) al processo di definizione  della  strategia aziendale.  Il  metodo

                                         estrapolativo forecast (‘pronostico’, ‘previsione’), basato su conoscenza passata,
                                         dati statistici e calcoli matematici non si può più applicare nel nuovo contesto; è
                                         necessario scoprire o riscoprire l’originale spinta imprenditoriale basata sul sapere
        Bada ai pensieri,  diventano     “presagire” il futuro muovendosi proattivamente verso di  esso. Ciò può essere
        parole; bada alle parole,        attuato attraverso un approccio a pianificazione per scenari (scenario planning),
        diventano azioni;  bada alle     non basato sulla probabilità che una sequenza di eventi possa accadere, ma sulla
        azioni, diventano abitudini;     sua plausibilità di concretizzazione nel contesto sempre più ampio e complesso in
        bada     alle    abitudini,      cui ci si  muove. La  costruzione di scenari è più  complessa rispetto  al metodo
        diventano carattere; bada al     estrapolativo perché va oltre la mera analisi del trend attuale e considera anche
        carattere, diventa destino
        Frank Outlaw                     l’inaspettato, che ci si sforza diligentemente di immaginare e soprattutto ricercare,
                                         considerando non solo le driving forces familiari, ma anche fattori nuovi e cross-
                                         impact che in un mercato sempre in fermento sono norma. Lo scenario thinking
                                         viene così a rappresentare un ventaglio di plausibilità all’interno del quale l’azienda
        Siamo noi che creiamo  le        esercita il  proprio lungi-mirante  strategic thinking. In  considerazione dei propri
        nostre abitudini e poi  le       principi, valori-forza, know-how, capitale di relazioni sociali (interne ed esterne),
        nostre abitudini creano noi      forza finanziaria e capitale intellettuale in generale, l’azienda deve “intravedere” la
        John Dryden                      “vetta” più alta possibile che è in grado di scalare (vision), e dalla vetta individuare
                                         poi, passo dopo passo, il percorso che è necessario fare considerando la posizione
                                         attuale  (mission). Il pensiero strategico è infatti legato fondamentalmente
                                         all’obiettivo, e non alla  posizione che si occupa  al momento; fattore invece
                                         predominante nell’approccio forecast, dove si  pensa fondamentalmente al

        Non ci sono limiti per l’uomo    presente nell’ottica del suo passato. L’approccio di strategic planning è un percorso
        che ha la capacità di sognare    progettuale interattivo ed esplorativo a spostamento  di  paradigma (termine
        Paulo Martins Netto              coniato dal grande epistemologo Kuhn per indicare un cambiamento di modello
                                         mentale) alimentato con una continua  ricerca d’informazioni  “sensibili” del
                                         mercato, i segnali deboli relativi alla formazione di domanda, di nuovi trends allo
                                         stato germinale o di condizioni favorevoli di “germinalità”; compito informativo
                                         legato in parte all’attività dei venditori, dato il loro continuo interfacciamento con
                                         i clienti attivi e potenziali, che sono l’oggetto del  con-petĕre  (“adattando”
        Il poco che so, lo ammetto,      l’etimologia dal latino di competĕre, composto di cŭm - ‘con’ - e petĕre - ‘andare,
        lo devo alla mia ignoranza.      dirigersi verso’; propr. ‘incontrarsi’) e che sono quindi da soddisfare, con particolare
        Sacha Guitry                     attenzione, nei loro crescenti bisogni. Come approfonditi studi hanno evidenziato,

                                         questo  approccio  non può basarsi  sulla semplice focalizzazione  della funzione
                                         intellettuale, poiché non è lì che risiede lo slancio della forza creativa dell’uomo. Si
                                         nutre infatti di un positivo senso di ignoranza (confutabilità di vecchi assunti, dogmi,
                                         credenze, e  soprattutto voglia di apprendimento),  un  senso  d’immediatezza del
                                         futuro (“can do spirit” che emerge dalla propria fede vocazionale), e di sogno, o -
                                         per anticipare il  "viaggio" nei prossimi capitoli  -  di una  voglia  di scoperta  e di
                                         avventura,  cosa che  nell’intelletto,  quand’è “solo”, fa suscitare timorosa
                                         preoccupazione e senso di autoprotezione.


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