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Nel contesto qualitativo degli scenari che mutano non si può non porre, in
conclusione di questa sezione, una forte attenzione alle nuove opportunità offerte
dal Web - leggasi Web 2.0 - che rappresenta una vera rivoluzione per i consumatori,
I manager dotati di intuito che adesso hanno ancor più modo di fare “rete” e scambiarsi informazioni. Così le
possiedono delle abilità promesse qualitative poco mantenute e soprattutto quelle fatte ambiguamente e
particolari che probabil- non mantenute affatto, fanno il giro del mondo in poco tempo. Come volevasi
mente diventeranno più dimostrare, la maggioranza delle aziende non si è accorta dei vantaggi offerti dalle
importanti nella società del recenti tecnologie informatiche, come ha evidenziato una recente ricerca della
domani in rapido cambia- società di ricerca e consulenza strategica Forrester (http://www.forrester.com) “… la
mento. Sono persone che maggioranza dei siti è difficile da usare, sono confusionari, poveri nel design e
letteralmente hanno la
visione dei nuovi prodotti riguardo al brand, meglio stendere un velo oscuro”. D’altra parte aziende più attente
[…] e sono dotati di una hanno investito in questa direzione; molte addirittura hanno aperto un proprio blog
particolare sensibilità per ciò dove comunicano direttamente con i propri clienti, ed il ritorno si vede. Più utile di
che il consumatore desidera una dispendiosa ricerca di marketing finalizzata a comprendere le cause della perdita
Wenston H. Agor – di fatturato può dimostrarsi un’attenta conversazione con un cliente scontento che
Università del Texas rivela i motivi dell’abbandono, ed il Web è un ottimo strumento. I manager
dovrebbero cercare accesso alle fonti di informazioni “soft”, ossia le voci, e a volte
persino i pettegolezzi, interni ed esterni all’azienda che normalmente non
arriverebbero alle loro orecchie a causa delle responsabilità connesse, ed il cui
attento e fattivo ascolto ragionato e verificativo può incidere sul movimento dell’ago
della bilancia finanziaria.
I dati sono dell'ultimo report di Forrester, secondo cui il marketing on-line, che
comprende l'email, il search e il display advertising, rappresenterà fra 4 anni il 18%
del totale dei budget dedicati ai media (478 milioni di euro in Italia nel 2007): il
pubblico e l'attenzione si stanno trasferendo on-line. Secondo la Forrester il 36%
degli europei che utilizzano internet lo fanno a scapito del loro consumo televisivo,
perdendo anche fiducia nella pubblicità tradizionale. Buona parte dei consumatori
on-line afferma di non essere contrario alla pubblicità, specialmente se è correlata ai
propri interessi, mentre quasi la metà ha fiducia nei siti di comparazione dei prezzi e
nelle recensioni di prodotti fatte da altri utenti. Questo trend è continuo ed in forte
espansione ed a breve molte organizzazioni saranno obbligate a cambiare i loro
processi di marketing. Visto il successo di social media come MySpace e delle
recensioni degli utenti, ci si aspetta che le aziende dirotteranno parte degli
investimenti in pubblicità sulle diverse forme di social media come gli Rss, i blogs e i
network. Non a caso Microsoft ha acquisito aQuantive, leader nella fornitura di
servizi e tecnologie di marketing digitale, e Google ha acquisito DoubleClick, the
“nerve center of digital marketing” come si autodefinisce. Qualcuno ha già tracciato
una parte di futuro. Meglio non attardarsi con la “vela”, e non distrarsi al “timone”.
[nota successiva di aggiornamento del 2018: Darty, con 20 negozi in nord Italia nel
2013, ora a insegna Trony, è entrata quell’anno in partnership con DPS Group in
cambio del 15% del capitale azionario].
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