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attraversando l’Oceano Pacifico per giungere in Giappone. Il movimento della civiltà non si è fermato lì. La forza
che ha innalzato il Giappone a una posizione così importante si sta ora trasferendo alla penisola coreana, dove
la civiltà sta per raggiungere il suo apice. Per collegarsi con il continente, la civiltà insulare del Giappone deve
passare attraverso una penisola. L’Asia, naturalmente, ha altre penisole, ma solo la Corea ha una fondazione
sufficiente per ereditare la civiltà contemporanea. La penisola coreana si trova in una posizione geopolitica
estremamente favorevole. Ha di fronte il Giappone e, dall’altra parte dell’Oceano Pacifico, gli Stati Uniti. È anche
collegata alla massa continentale eurasiatica ed ha confini comuni con la Cina e la Russia. Questa è la ragione
per cui la Corea è stata al centro delle lotte di potere tra le grandi potenze mondiali e, come conseguenza, ha
patito tante sofferenze. Durante la Guerra Fredda, abbiamo combattuto contro il comunismo una guerra per la
nostra stessa esistenza. Ancor oggi, le preoccupazioni e gli interessi delle grandi potenze mondiali continuano a
ripercuotersi sulla penisola coreana, così che la Corea rimane una nazione divisa, impossibilitata a vivere in
completa pace. È venuto il tempo in cui la nostra penisola, fatta terreno di scontro degli interessi delle grandi
potenze mondiali, assumerà un ruolo importante nella prevenzione dei conflitti tra quelle nazioni e, di
conseguenza, si troverà nella posizione di guidare il resto del mondo verso la prosperità e la pace. La fortuna
celeste è accompagnata da una responsabilità tremenda. Adesso che è entrata nel periodo della sua fortuna
celeste, la penisola coreana deve svolgere un ruolo simile a quello di un cuscinetto a sfere, assicurando che le
diverse nazioni non soltanto non entrino in conflitto tra loro, ma al contrario cooperino strettamente nel
perseguimento della prosperità e della pace mondiali. Il cuscinetto a sfere ha la duplice funzione di mantenere
in posizione l’asse del meccanismo, e allo stesso tempo consentire all’asse di ruotare liberamente. La Corea deve
mantenere buone relazioni con le grandi potenze mondiali e diventare, così, un cuscinetto a sfere, che consenta
alla pace di ruotare liberamente in tutto il mondo.
La pietra che sta sulla cima della montagna più alta, una volta che comincia a cadere, rotola giù fino al fondo
della valle. Quest’immagine descrive il cambiamento di fortuna della civiltà occidentale. Tutti sappiamo che
l’Occidente ha conseguito, grazie alla scienza, un progresso incredibile, ma ora il decadimento morale lo sta
facendo precipitare verso la parte più profonda della vallata. Il fondo della vallata è l’Oriente, dove per migliaia
di anni è stata sviluppata una cultura spirituale. In particolare, la penisola coreana è il luogo dove s’incontreranno
le culture dell’Oriente e dell’Occidente, come pure s’incontreranno le civiltà continentali e marittime.
I Coreani hanno uno spirito imprenditoriale che li aiuta, dovunque nel mondo, a condurre una vita produttiva.
La nostra storia di sofferenza ci ha insegnato che nessun ostacolo è insuperabile. Abbiamo imparato come si fa
ad affrontare le situazioni peggiori e venirne fuori vittoriosamente.
Cosa dobbiamo aspettarci, ora, dal ventunesimo secolo? Secondo alcuni, le scoperte scientifiche avrebbero
dimostrato che molte credenze religiose sono mere superstizioni, prive di significato per il mondo moderno. Io
sostengo, invece, che il ruolo della religione continuerà a essere essenziale, fino a quando, rimanendo una realtà
l’aspetto spirituale dell’uomo, non sarà stato stabilito un mondo di pace. Qual è lo scopo della religione? È quello
di costruire il mondo ideale di Dio. Le religioni diffondono il loro messaggio di fede perché desiderano accrescere
il numero di coloro che si pongono sotto la sovranità di Dio. Se tutti dovessero vivere sotto la sovranità di Dio,
avremmo un mondo di pace, nel quale non ci sarebbero guerre né divisioni. La destinazione finale del percorso
seguito dalle religioni deve essere la pace. Dio creò questo mondo mosso da un desiderio di amore e pace. Se
noi creiamo divisioni, sostenendo che la nostra religione sia l’unica strada per la salvezza, andiamo contro il
desiderio di Dio. Dio vuole che tutti gli uomini s’impegnino per la pace, la riconciliazione e la coesistenza. Se
qualcuno mi dice che il venire alla chiesa crea divisione nella sua famiglia, io non ho esitazioni a dirgli che deve
mettere la sua famiglia al primo posto. La religione è soltanto un mezzo per costruire il mondo perfetto di Dio,
e non un fine in sé.
Il desiderio dell’umanità è quello di riunire tutti i punti di vista, che sono adesso discordi tra loro. La filosofia che
guiderà l’umanità nel futuro dovrà essere in grado di riunire tutte le religioni e le filosofie. Sono finiti i tempi in
cui un solo paese aveva la supremazia e guidava l’umanità. È finita anche l’era del nazionalismo. Se andremo
avanti con le vecchie abitudini, riunendoci solamente tra persone della stessa religione o della stessa razza,
l’umanità non potrà evitare il ripetersi delle guerre. L’era della pace non potrà mai venire, se non trascenderemo
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