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le abitudini e le tradizioni culturali. Nessuna ideologia, filosofia o religione, che abbia ispirato l’umanità nel
            passato, è capace di realizzare la pace e l’unificazione di cui abbiamo bisogno per il futuro. Ci serve una nuova
            ideologia e filosofia che vada oltre il Buddismo, il Cristianesimo e l’Islam. Per tutta la vita, ho ripetuto fino a
            sgolarmi che le persone devono andare oltre le affiliazioni religiose e le religioni stesse.
            L’occhio destro è fatto per l’occhio sinistro, e il sinistro per il destro. I due occhi insieme esistono per il bene di
            tutto l’organismo. Lo stesso può dirsi per ogni altra parte del corpo. Nessuna cosa esiste per sé stessa. Anche le
            religioni, perciò, non sono state fondate per sé stesse, ma per lo scopo dell’amore e della pace. Una volta che il
            mondo della pace sarà stato stabilito, non ci sarà più bisogno delle religioni. Lo scopo finale delle religioni è
            quello di costruire nella concreta realtà una comunità umana piena di amore e di pace. Questa è la volontà di
            Dio. Non è facile creare l’ambiente, in cui il cuore della gente sia motivato dalla voglia di pace. L’unica soluzione
            è l’educazione continuativa. È questa la ragione per cui mi sono impegnato in tanti progetti educativi.

            Abbiamo fondato la Scuola delle Arti Sunhwa. Le scuole sono luoghi sacri dove s’insegna la verità (…) Oggi,
            invece, l’istruzione è concentrata sulla creazione di una società basata sul valore del «chi vince piglia tutto»,
            dove coloro che arrivano primi sono ricompensati con il monopolio sulla felicità. Non è questo il modo giusto di
            educare i nostri figli. L’educazione deve approntare i mezzi, con i quali creare un mondo in cui tutta l’umanità
            possa vivere bene insieme.

            Le filosofie e i metodi dell’educazione che ci hanno dominato finora devono essere cambiati, affinché possano
            contribuire al raggiungimento delle mete comuni dell’umanità. Se l’educazione degli Stati Uniti dovesse servire
            soltanto agli Stati Uniti, e quella della Gran Bretagna soltanto alla Gran Bretagna, il futuro dell’umanità sarebbe
            oscuro. Gli educatori non devono insegnare a vivere egoisticamente; al contrario, devono impartire la saggezza
            necessaria per risolvere la miriade di problemi sociali che oggi fronteggiamo.

            Il ruolo dei teologi è ancora più importante. Piuttosto che esporre teorie complicate e affermare la superiorità
            della propria fede, devono infondere nei propri studenti la saggezza che li porti ad amare l’umanità e ad edificare
            un mondo di pace. Devono insegnare il principio dell’altruismo. Non possiamo aspettarci un futuro di felicità per
            il genere umano, se i teologi non si impegnano in prima linea nell’insegnare ai nostri discendenti i principi della
            pace.

            La saggezza più importante di cui ha bisogno l’umanità proviene dalla conoscenza del cuore di Dio e del Suo
            ideale.

            Le religioni di tutto il mondo devono comprendere quale sia la destinazione del viaggio dell’uomo e abbandonare
            immediatamente tutte le loro lotte, grandi o piccole che siano. Non devono combattere per la salvaguardia dei
            propri privilegi, ma mettere in comune i loro patrimoni di saggezza, combinare le loro  energie e operare
            diligentemente per costruire il mondo ideale. Devono dimenticare le lotte del passato e l’odio che le animava, e
            mettere in atto soluzioni pacifiche.

            Noi viviamo in una società competitiva, dove c’è tanto stress. Lo stress porta tensione nella nostra vita e ci toglie
            la pace della mente. Quando lo stress si accumula, la gente diventa irascibile e, a volte, entra in contrasto con
            gli altri.  Lo sport e l’arte  sono tra le cose migliori  che possono aiutarci ad  abbassare il livello dello stress.
            Entrambe ci permettono di esprimere le nostre aspirazioni represse e portano unità tra le persone. Il motivo del
            mio interesse per le squadre di calcio, le orchestre sinfoniche e le compagnie di danza sta nel fatto che queste
            attività sono strumenti per la  pace mondiale. Pelé condivide questo modo  di pensare. Essendoci trovati in
            sintonia, Pelé e io abbiamo creato una nuova competizione a livello internazionale, che abbiamo chiamato
            «Coppa della Pace» e che si è tenuta ogni due anni, a partire dal 2003. Abbiamo ospitato in Corea celebri squadre
            di calcio di tutto il mondo. Una corrispondente competizione femminile, denominata «Coppa della Regina della
            Pace», si tiene ad anni alterni rispetto a quella maschile. Nell’estate del 2009, abbiamo organizzato il primo
            torneo maschile al di fuori della Corea, nella regione spagnola dell’Andalusia [N.d.A.: nel 2009, unica edizione
            con la partecipazione di una squadra italiana, la vittoria finale è andata all'Aston Villa contro la Juventus ai calci
            di rigore]. Tutto il ricavato delle competizioni è stato usato per sostenere manifestazioni calcistiche dedicate ai



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