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7. Identità universale: il senso di consapevolezza di principi universal-sistemici ed il diritto
di comprendere.
L’attaccamento quale forma di fissazione su qualcosa di esteriore, fuga da responsabilità e
paura di crescere; l’attaccamento quale forma di dipendenza e di controllo, ma anche di
evitamento delle utili sfide della vita.
Necessità di rimozione degli elementi di disturbo-dissonanza alla crescita spirituale, i quali si
“mimetizzano” nel costrutto identitario.
Il dolore come forma di indebolimento dell’ego per allentare gli attaccamenti e su questa
base vedere le cose sotto una nuova e più ampia prospettiva.
L’attaccamento come paura del dolore; comprendere ed accettare i dolori e le mancanze del
passato ed accedere alle risorse dei livelli superiori di consapevolezza per delle nuove e più
elevate soddisfazioni personali.
Gli attaccamenti sono considerati, con particolare enfasi, radici della sofferenza nelle
filosofie orientali.
Domande di risveglio spirituale: “perché siamo qui?”, “cosa significa tutto ciò per me?” “Cosa
mi sta chiedendo la Vita?”
I bambini sono naturalmente curiosi; coltivare saggiamente quella curiosità e non negare o
giudicare mai le loro domande o affermazioni; per quanto stupide possano apparire hanno
la loro logica.
La scuola deve stimolare la naturale sete di conoscenza del bambino e non tediarlo o
annoiarlo. L’educazione è l’arte della gioiosa esplorazione e sviluppo della capacità di
pensare.
Non forzare forme di religiosità sui bambini; coltivarla e lasciare che sia una loro scoperta.
I diversi percorsi di crescita spirituale esistenti offrono in vario modo un aiuto sul come
prendere consapevolezza dei su citati vari aspetti del “sé-me” e normalizzarsi verso un unico
sé integrato, trasformato e trasformante.
I percorsi di crescita spirituale visti nell’ottica del colmare carenze e riequilibrare eccessi di
natura psico-bioenergetica sviluppatisi in giovane età.
Una psiconeurosi è alla fin fine una ricerca di senso.
I bisogni del signor so-tutto-io e ho-(sempre)-ragione-io.
L’eccessiva intellettualizzazione, scollegata da saggezza e comprensione.
Gli input di consapevolezza percepiti come minaccia al proprio sistema di credenze.
Quando le proprie limitazioni vengono rese assolute nel proprio sistema di credenze.
Le energie che verso l’alto non trovano soluzione di crescita di comprensione e
responsabilizzazione inevitabilmente si disperderanno sotto forma di carenze o di eccessi
nelle sottodimensioni psico-bioenergetiche inferiori.
I nemici dell’attenzione consapevole nella Meditazione Vipassana: dubbio reso assoluto,
desiderio compulsivo, irrequietezza, odio, pigrizia.
I disturbi psicotici e quelli nevrotici: i primi contrassegnati da mancanza di radicamento, i
secondi da carenza di elaborazione nelle dimensioni psico-bioenergetiche superiori.
I benefici di varie tecniche meditative: concentrative, ricettive, fusionali, estatiche.
… ma anche la poesia, l’immergersi nella natura, fare jogging e sport in genere.
Il passato ritorna: acquietamento della mente e l’emergere di materiale inconscio, e
l’importanza di una buona guida spirituale per gestire gli aspetti difficili. Penetrare la
conoscenza di sé stessi.
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