Page 127 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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      na Catidde. Quando dopo partì da Scilla Vli0c, per l'a^
      fprezza del nauigarcnel canale del Faro, (riferifee Didis
      di Creta nel preallegato libro^ perfe molte naiii,e foldati.
      Sta quedo cadelio edjfìcato loura vn falTo altiflìmo, tan-
      to imminente al mare, ch’il ialTo è sbatiuadaironde ma-
      rine. Prima che qnedofatTofode dato couerto con le fa-
      briche del cadcllo,apparcua inalzato fon ra il mare, come
      vn corpo humano,dal mezzo budo in alcole perche dal-
      la parte di focto c cauernoro, e nel tempo delle tempede
      entrando il mare fa rifonare le fotterranee cauerne , ap-
      punto come latrati di cani,& vluli di lupi; dnfero i Poe-
      ti, che Scilla (ìa vna donna, la quale dal cinto in alto ha
      l'eHìgie humana, e dal cinto in g^ù Ha modruofa in for-
      ma di cane, e lupo. Sabbino volendo adegnarc la ragio-
      ne, per la quale quedo fadb è chiamato Scilla, racconta
      queda hilloria, cioè,ch‘haucndo Cramia (della quale ne
      ragionaremo nel feguente capitolo) generato vna fìgliuo-
      la bellidìma , quale chiamò Scilla j di colei finnamorò
      Glauco fìgliuolo di Antedone, Se hauendofela eletta per
     fpofa, ben fpelfoandaua feco à lauarlì nel mare, in vn
      luogo atto, lotto il predetto falTo, doue cofa mirabile c ,
      ch’inlìno ad'hoggi u veggono  i fonti , della natura , con
      artcficiolblauoro intagliati, incanto il mare, doue Glau-
      co,e Scilla foleuanolauarfl . Ilche non fri Ibpportato da
      Circe maga, prima innamorata di Glauco; ma hauendo
     auuelenato, & incantato Pacque,amendue fece morire,
      onde prefero occalìone  i Poeti di dire , che Glauco folTe
      fiato conueriìto in Dio marino, e Scilla fatta dal cinto in
      giù modruola come cane; mà dal cinto in sù Ninfa del
     mare belliilìma . Sotto il predetto fallo di Scilla lì vede
     vna voraggine, nella quale entrando di fotto l’acqua del
     mare, alle volte trapada in aria , per impeto delle fortu-
     ne, in altezza di trenta,e quaranta palmi, è chiamata da
     cittadini quella voraggine, Dragata, perche rifona al vo-
     mito dell’acque più d’un Drago; doue fc per dilàuentura
     cadelTe vn huomo; con tutto che folTc notatore come vn
     pefee, (àrebbe impollìbUc poterli faluare,per la maraoie-
                            gliofa
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