Page 125 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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           Ter quidcm enim cmittU in dicy ter autem reforBet
                                              ^
           iArduCy non tu ibi aduenias quando abforbat •
           T^on enim liberabit te à malo ncque T^cptunnus .
       perle quali parole fi mofic anco à credere la ftefla rati-
       tacione di cor/òje ricorlb Vergi Ìio,tre voice farfiy mentre  Verpli9>i
       nel terzo delle hifiorie d*£nea dice •
           Dextrim Scyllalatusy leuum implicata Caribdis
           Obfidety atque ima baratri^ tergur^te va^ìos
       '
           Sorbet in aoruptum fìuHuSy rur/uaque fub auras
           Erigit alternos, ^ fydera verbcrat vnda .
       JAà per ilpcrienza  fi vede lolo due voice il giornojfa det-
       ta mucationc di corfo, e ricorfo. £ anchora colà mirabile
       à vedere il detto corfo, c ricorlb, ch'alle volte corre con
       tanto impecoye fuono,e bullimento d’acque,ch*eccede il
       t:orlodi qualunque fiume: 6c à tempo ch’il mare è tutto
       tranquillo,e quieto, foiamence in quella parte è commof-
       fo da fortuna ,doue ha  il corlb. Anco gli huomini fem-
       plici, quali non fanno le cofe della natura , tengono per
       vna marauiglia particolare il vedere, che nella macina Ila
      . il mare ritrattole manco, e dopo nell’alzata della Luna
       in mezo il cielo,il mare Ila gonfio e pieno,come s’hauelTe
       pili abbondanti acque dellolito.alcune volte incontrano
       nel predetto mare dui corfi contrari), vnodeirOriente,
       e Tahro d’Qccidente, quali per l’impeto dell’inconcco
       £inno vna rota d acque in mezo, chiamata da Greci Ca-
       ribdi, nella quale fc per difauentura fi ritroua alcun vaf>
       Tello, infiemecon Tacque fi riuolgc, fin cb*in dui , ò tre
       giri fi Ibmmerge, e quelli fono i pericoli de’nauìganti tra
       Cariddi, e Scilla, tanto notabilmente feritei da gli anti-
       chi. fi pcfcanoin quello mare perfettilTimi coralli , c de  Fmt» , e fìtti
                                                     ^
       pelei . ne più migliori , ne più dilettcuoli al magnare  fi
       prendpnQ in qual fi voglia mare,quanto perfetti, e dllet-
       teuoli Ibnoi pefei, quali fi pefeano in quello canale del
       faro . che nel fettimo libro d’ Ateneo leggemo cfièce lo-  Attnetii
           d’Arc.hcftraiQlc motene,
       '
                     ‘                 ualiam
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