Page 122 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             ftranoi Sacramenti, e fi recitano  i diuini vffitij,  fi fa ab-
             bondanza d'oglio, e cappati. apprcUb  il caftello occorre
      fiume TéMn^  il fiume Taurocino, hoggi volgarmente chiamato Calo-
             pinace, e più oltre lafamofa,c nobile città Reggio, deLja
             quale giudico che foiHcientemente babbiamo ragionata
             adictro ha ella  nelle fue campagne queAi cafali, Ve-
                .
      Cdfuti di Reg-K
      //•  .  laneto, Pcrato, Cannano , Pauliano , Nafeto, Perlupo
                                       ^
             Tirreio, Cerafeto, Arasi, Orti, Boraccianu, S* BadcllO;,
             eia Motta,
             Q'alcune habìtaììoni pofie nel territorio K^ggìnOy comìndandtt
                             Cap- XXFHU
               4a Ctdanna inftno d Scilla-
             "  4  ..  .
             D    Opotfburanoroinaticafàli, occorre vn caAel-
                  lo chiamaro Calanna, habitationeanòlto pia-
                  ceuolc,dc attillìma alla caccia di diuerA vccel-
                  Jiy Se altri animali Teluaggi.ha ella piace-
             voli campagn e, nelle quali difeorronb huroi d’acque fre-
             p:hiAlmeia^ondanti d’aBguilie,e tiutte,dalla parte del-
             le montagne ha iélue principaiiAline di diucrA alberi ,
             ma inparticolaredi caAagne, quercie, rodi, cerei, faggi,
             abbeti, Se altri fìmili,e per ogni poco ifpatio de’ bofehifì
             Veggono acque frefebUiime. le felue di Calanna fono di
             grande circuito, per loche Plinio le chiamò con queAa
      Tlìnk
             vocabolo,  {{^giorium, apprcAb lefcritture antiche
             molto lodate,delle quali ragionando Pontano,nel fecoii'*
      TentMn» »
      Sofia di  do libro de gli botti, fa queAi belli vet A.
               Eli nemus extremis Calabrum imiolabile terris .
               D^s facrum pati ijs, multa, & pietate verendum »
               Arborei diues fatu/t, rolucrumepte rapinis
                Opportuna domus, tuta ^ fpclunca firarum.
             *  '  Hoc nemore in ipfo, lucisque horrembus oUm  ^ , -
                ^ducHam memini Sìirpem, qua citron ab ornai
                Tarte, & odore quidem, falijs, & flore refeirit^
                Sed firudu variata,  longe aliena figura
                Vix orbcm retinens, protento, & corpore longa
                Sefe agitin dubìus, varia ^ trabaitagmine cauda ^
       *
      \                           ceodon»
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